Libraio digitale

Calcio e libri

L’ultima intervista, grazie alla partecipazione di Darwin Pastorin, autore di “Adesso abbracciami, Brasile!”, ha evidenziato contrariamente a ciò che si crede un legame tra calcio e letteratura: abbiamo trovato l’argomento piuttosto interessante ed è per questo che la proposta di questo post è scoprire all’interno del catalogo il modo di realizzare questa relazione tra due ambiti all’apparenza molto distanti fra loro.

Lei si è occupato del rapporto tra letteratura e football, percorso che, come racconta nel suo libro, l’ha messa in contatto anche con un grande scrittore quale Jorge Amado. Ci può raccontare gli elementi essenziali e i risultati di queste sue ricerche?

Il rapporto è forte, fortissimo. Cresce sempre di più, in Italia e all’estero. persino un poeta come Valerio Magrelli ha raccontato il suo rapporto con il calcio. E per restare ai poeti, pensiamo a Saba e Gatto, Giudici e Sereni… Pasolini scrisse di pallone, non solo: giocò all’ala destra, il ruolo più romantico e, per certi versi, tragico (Garrincha, Meroni, Best…). Ma a spalancare le porte al racconto del football come letteratura di serie A fu Giovanni Arpino, nel momento in cui cominciò, nel 1969, a narrare di calciatori e vittorie e autogol sulle colonne del quotidiano “La Stampa”. A quel tempo, Arpino era uno scrittore celebrato, premio Strega per “L’ombra delle colline” nel 1964. E nell’82, al mundial di Spagna, in tribuna stampa c’erano, con lui, anche Brera, del Buono e Soldati. Campioni tra i campioni! E ad Arpino dobbiamo, oltre al nostro primo romanzo “dentro” il calcio, ovvero “Azzurro tenebra”, la conoscenza di Osvaldo Soriano come magistrale “bracconiere di tipi e personaggi”.

L’immagine sottostante è formata da una serie di titoli che, alternando saggistica e narrativa, parlano dello sport più seguito in Italia. Cliccando su ognuno di loro verrete inviati direttamente alla scheda corrispondente alla quarta di copertina.

 

 

Già in occasione dei Mondiali di calcio 2014 avevamo imparato qualcosa di più a proposito degli autori brasiliani ma non abbiamo resistito a chiedere un altro consiglio:

Se qualcuno desiderasse dedicarsi alla letteratura brasiliana avrebbe qualche consiglio di lettura per imparare a conoscerla?

Cominciare con Monteiro Lobato e i suoi racconti per bambini, tutto Amado e tutto Carlos Drummond de Andrade, Edilberto Coutinho e il suo “Maracanà addio”, Guimaraes Rosa e Clarice Lispector, Marcelo Backes di “L’ultimo minuto”, un romanzo folgorante, sospeso tra calcio e letteratura.

 

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La letteratura tamil a Napoli: una discesa nei sotterranei partenopei

 

Quando abbiamo letto questo tweet di Sandra Petrignani avevamo già intrapreso da qualche giorno la lettura del questo romanzo di Alessio Arena e il messaggio non ha fatto altro che confermare le nostre impressioni: è veramente uguale a niente!

A proposito di questa definizione, nell’intervista all’autore pubblicata ieri abbiamo voluto approfondire rivolgendogli una domanda simile:

Lei invece, a distanza di qualche settimana dall’uscita in libreria, come definirebbe la sua opera?

È una domanda davvero insidiosa, devo essere sincero, perché io vorrei mantenere raccolta e distante l’idea che ho di questo libro. Quello che volevo dire di questa storia l’ho scritto. Ma i libri, a poche settimane dall’uscita e anche a distanza di anni, sono sempre embrioni spauriti, sono scritti con un inchiostro trasparente che solo chi inizierà a risignificare i suoi contenuti, chi vi si affiderà, potrà rendere visibile. I libri, insomma, li definiscono i lettori, secondo me, non chi li scrive.

Voi, cari lettori, cosa ne pensate?

Il libro comunque ci è piaciuto non poco e, ammaliati dalle atmosfere napoletane ma soprattutto dai sotterranei della città partenopea, abbiamo creato questa geolocalizzazione dei luoghi del romanzo, in una straordinaria alternanza tra sottosuolo e metropoli.

Ingrandite la mappa e cliccate sulle icone per seguire gli scrittori dell’Accademia dei sotterranei nella loro impresa…

 

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Modiano e i Premi Nobel

Come tutti saprete, quest’anno il Premio Nobel per la Letteratura è stato vinto dal francese Patrick Modiano.

In Italia non è autore molto conosciuto ma qui in Francia è piuttosto aprezzato e la sua nomina ha destato molto meno scalpore che tra i lettori italiani. Bisognerebbe invece essere lieti di poter scoprire questo scrittore fin troppo poco noto e la buonan otizia è cge la casa editrice Guanda ha appena reso disponibile in ebook uno dei suoi libri più apprezzati, Dora Bruder.

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Modiano è tornato da poco nelle librerie francesi con il suo ultimo libro, Pour que tu ne te perdes pas dans le quartier, e se leggete in francese potrete approfittare per approfondire la sua conoscenza attraverso un post speciale creato appositamente per avere una panoramica generale di questo autore.

Proponiamo comunque a tutti la geolocalizzazione dei lugohi del suo ultimo romanzo, non mancate di creare il vostro piccolo percorso letterario quando sarete a Parigi!

 

Ma prima di Modiano, chi sono stati gli altri scrittori e le altre scrittrici che hanno ricevuto il prestigioso premio? Scopriteli all’interno del Nobel sottostante: cliccando sui loro nomi si può accedere ai loro libri presenti in catalogo, se disponibili.

 

Quando i lettori prendono la parola

Come ben sapete, una delle sezioni della libreria è dedicata interamente alle interviste.

Proporre gli autori e i libri attraverso le loro stesse parole è un’attività che ci gratifica enormemente e offre delle occasioni uniche per conoscere meglio molti degli aspetti legati alla redazione di un romanzo e al mondo del libro più in generale.

Ciò non toglie, però, che dopo la lettura del libro o di una di queste interviste sorgano da parte dei lettori altre domande che invece non sono state poste dal libraio. Perché non aprire quindi il dialogo tra voi e gli scrittori?

Un modo c’è, ed è molto semplice: Twitter!

Nel fumetto sottostante sono stati inseriti i nomi degli scrittori e delle scrittrici che possiedono un account su Twitter e che dal 2012 ad oggi ci hanno gentilmente concesso un’intervista: cliccando sopra ogni nome, si aprirà la rispettiva pagina Twitter.

Avrete in questo modo la possibilità di seguire e partecipare alle discussioni che animano il loro account e, perché no, contribuire con la vostra opinione. Prendete la parola, la cultura è di tutti!


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Le promozioni di ottobre

Questo mese potete fare affidamento su ben cinque promozioni che spaziano come sempre attraverso tutti i generi letterari e si rivolgono alle schiere più varie di lettori.

Iniziamo con la prima, ormai quasi un classico, così come i libri che la compongono. Si tratta di tre gruppi di Mammut Newton Compton che si avvicenderanno durante tutto il mese di ottobre, ed  è una buona occasione per iniziare i grandi romanzi di alcuni degli scrittori più celebri della storia della letteratura.

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Se invece la vostra passione sono i best seller, qui ve ne sono 13: tra di questi trovate autori come J.K. Rowling, Tiziano Terzani, Glenn Coooper, Steve Berry, Ronald H. Balson, Bill Bryson.

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Si avvicina la data in cui verrà reso noto il nome del vincitore del Premio Nobel per la Letteratura. Ecco il motivo per cui viene proposta una selezione di libri a cui è stato attribuito negli anni un premio: non solo il Nobel ma anche il Man Booker Prize, il Pulitzer Prize for Fiction, il Premio Strega, il Premio Bancarella, il Prix Renaudot e il Prix Goncourt Des Lycéens.

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Vi è poi una sorta di bancarella che presenta titoli di editori noti e meno noti per un totale di ventisei libri di vario genere.

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Infine, una piccola selezione, ma di grande qualità, di letture autunnali per ragazzi, una promozione focalizzata sui teenager e gli YA (ma non solo). Dodici titoli, tutti a 2,99 euro.

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Le interviste di ottobre

Il blog della libreria, come ben sapete, è luogo di incontro e di scambio di opinioni.

Vogliamo quindi rendervi subito partecipi delle prossime letture in agenda (perché anche voi le programmate, non fate finta di nulla!),  a cui seguiranno  altrettante interviste ai rispettivi scrittori. Tra i criteri di base per la selezione dei libri che vengono proposti e consigliati attraverso le parole dei loro autori vi è sicuramente la varietà: ci piace avere un panorama piuttosto ampio di tutti i generi letterari e, l’avete visto, dedicarci ogni tanto anche alla saggistica.

Questo mese è il turno di un giallo, di un’autobiografia che tratta un tema molto attuale ed importante e di una discesa negli inferi della fantascienza.

Stiamo parlando di…

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La quarta di copertina recita: “Una busta che non contiene nulla. Un venditore di cappelli sparito. Un cadavere sfigurato e irriconoscibile. E una donna che turba e irretisce chiunque, Max Gilardi compreso. Un caso che l’affascinante avvocato napoletano dovrà affrontare con la consueta audacia umana e intellettuale.”

Si tratta della terza indagine di Gilardi, personaggio nato dalla penna di Elda Lanza, giornalista e autrice classe 1924, che costruisce con classe le intricate trame dei suoi romanzi.

 

2

“Che cos’è un corpo? Siamo abituati a guardarlo come se fosse oggetto di un’istantanea, fissato in un solo momento che lo cristallizza e lo immobilizza per sempre. Ma un corpo non si può fermare. Non si può separarlo dalla sua storia. Vivere dentro un corpo che non ti somiglia, che non ti risponde, che cambia indipendentemente dai tuoi comportamenti e dal tuo stile di vita. Assistere impotente all’alterarsi deformato della tua fisionomia, dei tuoi confini. Subire l’effetto di stravolgente straniamento che deriva dal non riconoscersi più: il tuo viso sparisce, annega in qualcosa che ti cresce dentro e lo fagocita. Ogni tuo lineamento perde il suo profilo, estendendosi a dismisura senza una ragione apparente. Guardarsi e non trovarsi. Cercare nello specchio tracce di te, senza poterle scoprire, riuscire al massimo a intuirle, ricordarle forse, nascoste in lineamenti che non sono più i tuoi. Non riuscire ad amare niente di sé, né dentro né fuori, perché l’anima pian piano si convince di assomigliare all’involucro mostruoso che si è divorato il tuo viso e le tue sembianze. Temere perfino di muoversi, di offendere gli sguardi altrui. Aver paura dei propri odori, che potrebbero modificarsi, incontrollabili come tutto il resto. “

Continuiamo un ideale percorso di letture: dopo Cate, io di Matteo Cellini e il libro di Elisa D’Ospina, Una vita tutta curve, intervistata a maggio, ecco un’autobiografia che vede nuovamente come protagonista una donna obesa, così come recita il sottotitolo. L’intervista a Domitilla Melloni sarà di certo interessante.

 

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Il libro non è ancora uscito in libreria e vi lasciamo dunque con il book trailer di Nel posto sbagliato: se vi piacciono le atmosfere orwelliane c’è qualche buona probabilità che sia un libro adatto a voi!

Che tipo di lettore sei?

Il blog serve anche per approfondire la conoscenza dei lettori che seguono l’attività di Feedbooks.

Questo post non ha infatti alcuna finalità se non quella di capire quali siano le tendenze e le abitudini che i lettori condividono nel dedicarsi alla passione che ci guida nel nostro mestiere di librai: la lettura.

Potete indicare al massimo dieci caratteristiche che vi corrispondono e soprattutto aggiungerne altre: sentitevi liberi di commentare ed esprimere liberamente la vostra opinione! Una volta ottenuto un buon numero di voti condivideremo con voi il risultato.

 

Che tipo di lettore sei?

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Quanto tempo serve per leggere i classici in lingua originale?

Avete un po’ di tempo libero e desiderate leggere, o rileggere, dei classici.

Posto che alcuni di questi libri sono volumi importanti, a volte si tende a fare una stima del temo che ci occuperanno tali letture. E avete ragione, poiché per leggere il ciclo dei Rougon-Macquart in francese servono almeno 180 ore, Don Chisciotte in spagnolo 25 ore, Middlemarch di George Eliot in inglese 21 ore!

Sulla scheda libro di ognuno dei libri disponibili nella sezione delle opere di pubblico dominio, vi è l’indicazione di quante parole siano contenute nel testo. I tempi di lettura, ovviamente, variano comunque in base al contenuto e al vostro tempo di lettura.

A voi mettervi alla prova!

 

Classici in francese

Voyage au centre de la Terre di Jules Verne 70 353 parole (circa 5 ore)

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Madame Bovary di Gustave Flaubert  116 351 parole (circa 8 ore)

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Notre-Dame de Paris – 1482 di Victor Hugo 156 765 parole (circa 10 ore)

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Le Rouge et le Noir di Stendhal 1  169  649 parole (circa 11 ore)
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Les Rougon-Macquart (20 livres) d’Emile Zola 2 582 200 parole (circa 180 ore)

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Classici in inglese

The Woman in White di Wilkie Collins  244 492 parole (circa 16 ore)

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Vanity Fair di William Makepeace Thackeray 302 097 parole (circa 20 ore)

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Middlemarch di George Eliot 316 453 parole (circa 21 ore)

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Classici in tedesco

Effi Briest di Theodor Fontane 95 464 parole (circa 6 ore)

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Also sprach Zarathustra di Friedrich Wilhelm Nietzsche   83 378 parole (circa 6 ore)

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Classici in spagnolo

Historia de la vida del Buscón di Francisco de Quevedo 42 580 parole (circa 3 ore)

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La Regenta di Leopoldo Alas  308 126 parole (circa 21 ore)

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El ingenioso hidalgo Don Quijote de la Mancha di Miguel Cervantes. Tomo 1 et tomo 2  376 803 parole  (circa 25 ore)

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Classici in italiano

Uno, nessuno, e centomila di Luigi Pirandello  45 193 parole (circa 3 ore)

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Il Piacere di Gabriele D’Annunzio  102 829 parole (circa 7 ore)

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Una giornata a pordenonelegge

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Sabato 20 settembre abbiamo avuto occasione di partecipare a una delle giornate più intense di pordenonelegge 2014.

La cittadina friulana, in occasione dell’evento, ha visto le sue strade riempirsi di circa 130mila presenze, una cifra che batte ogni più rosea previsione e sancisce ulteriormente l’importanza della manifestazione.

Prima dell’inizio di questa festa del libro con gli autori avevamo “scaldato i motori” con una bella intervista al direttore della Fondazione, Michela Zin e con la presentazione di una lista di cinquanta libri di alcuni degli scrittori e delle scrittrici partecipanti all’evento.

Sabato, tra i molti autori in calendario, si sono susseguiti nelle piazze e negli spazi dedicati agli incontri Simon PasternakUlrich Beck, Hakan Nesser, Umberto Eco e altri ospiti di calibro internazionale.

Il primo incontro a cui abbiamo avuto modo di assistere si è svolto in tarda mattinata in piazza San Marco: Vito Mancuso ha presentato Io amo. Piccola filosofia dell’amore e credeteci quando diciamo che al termine del suo intervento le copie del libro disponibili al banchetto sono state letteralmente prese d’assalto.

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Tra un incontro e l’altro è bello perdersi nelle stradine e nelle piazze di Pordenone, decorati per l’occasione in giallo e nero, i colori di pordenonelegge. Sempre frequentatissimi, inoltre, i due punti vendita, perfetti per ripararsi al momento del quotidiano acquazzone friulano e per acquistare qualche nuovo libro.

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Uno degli incontri più attesi è stato senz’altro L’altro inizio, dall’omonimo titolo di Margaret Atwood, nelle librerie italiane dalla scorsa settimana, un’ottima occasione per ascoltare la scrittrice canadese tra un’intervista e l’altra (come vi abbiamo anticipato qui).

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Questa esperienza di Feedbooks a pordenonelegge va senz’altro considerata come la prima di una lunga serie. In attesa di leggere le interviste a Francesco Mari e a Stefano Piedimonte, con cui abbiamo condiviso alcuni momenti di questa manifestazione e ci siamo confrontati su alcune delle tematiche più interessanti relative ai libri e all’editoria, vi consigliamo di connettervi a Twitter e scoprire l’edizione del festival appena conclusasi attraverso i due hashtag #pnlegge2014 e .

Napoli chiama Feedbooks: Francesco Mari, Alessio Arena e Stefano Piedimonte

Un’eccezionale coincidenza ha fatto sì che i protagonisti di questa presentazione, che contiene anche un’anteprima, siano tutti napoletani.

Francesco Mari, Alessio Arena e Stefano Piedimonte, rispettivamente autori di La ragazza di Scampia, La letteratura tamil a Napoli e L’assassino non sa scrivere, ci parleranno presto dei loro libri grazie a tre interviste che verranno presto pubblicate sul sito della libreria.

Per il momento, lasciamo spazio alle loro parole.

 

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Ti smarca subito, insomma, Jenny Marvizzo, il re dei cantanti dei matrimoni, come lo chiamano da queste parti. Secondo la Procura della Repubblica di Napoli sarebbe una figura ambigua, invece, di frontiera, con un suo preciso ruolo di cerniera tra l’ambiente artistico-discografico dei cantanti di piazza, quella nouvelle vague neo-melodica partenopea – col suo collaudato giro di esibizioni da cerimonia, che da queste parti realizza un fatturato annuo con cifre da fare invidia a quelle di qualche major del settore – e i clan di Napoli e provincia, per i quali si sarebbe prestato a fare da insospettato corriere per grosse partite di droga e in qualche caso anche da esattore dei sospesi di qualche cliente in ritardo coi pagamenti. «Chiacchiere, dottò», glissa lui con un sorriso obliquo, «chiacchiere e tabacchiere di legno… sapete come si dice, no?»

 

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Devo affrontare la questione con un certo tatto: quello che sto per dirvi è di pubblico dominio nel nostro paesino scalcagnato e in buona parte del circondario, ma scriverlo in un libro potrebbe essere visto come una specie di tradimento, di violazione, come la trasmissione di un segreto che raprreenta sì un terreno di confronto quotidiano per noi fancunesi, ma che proprio per questo non dovrebbe spostarsi di un centimetro dalle nostre strade. È la nostra vita, dopotutto. È la sostanza stessa su cui si reggono le nostre case, è ciò che permette ai nostri vecchi di mormorare al buio, quando solo i camini spargono la loro luce ballerina nei salotti silenziosi. Non so come la prenderanno i miei compaesani. Credo che la prenderanno male, a esser sincero. Fino a oggi, il nostro segreto non ha viaggiato più di qualche chilometro oltre Frattaglie e Valle del Seme.

 

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Mi hanno raccontato molte storie dei sotterranei di Napoli e io adesso dirò la mia, quella che abbiamo costruito e nascosto e difeso nel corpo segreto di questa città. La mia storia è il sogno della nostra terra indesiderata, trasformata in una fossa nella quale ci siamo andati a buttare quasi a occhi chiusi, senza farci vedere da nessuno, senza vedere nemmeno dove cavava il braccio, dove soffiava la voce, dove avevamo portato una bandiera che non poteva stare dritta, che non avrebbe mai potuto riempirsi e respirare l’aria necessaria a esibire il suo messaggio di riscatto. Conosco i sotterranei meglio di qualunque altro, e dai Cristallini posso arrivare al Moiariello senza perdermi, anche se non ho niente per illuminare il cammino; da lí scivolare sotto le radici del Bosco di Capodimonte, fino al vallone di Miano, nascosto alla fine dell’ultimo dei sette viali contando da destra, dove abbiamo conservato tutti i libri che abbiamo riscritto, riletto, sterilizzato, pulito, imparato a memoria.