Libraio digitale

Scrittori, questi…conosciuti

Proseguendo il percorso all’interno del catalogo della libreria, scopriamo oggi la categoria dedicata esclusivamente alle biografie e alle autobiografie letterarie. Molti lettori sentono la necessità di documentarsi e approfondire la conoscenza dei loro autori preferiti attraverso questo genere di letture che si rivelano molto spesso appassionanti come fossero romanzi.

Scrittori e scrittrici dunque si raccontano e vengono raccontati attraverso le loro parole, quelle di parenti e amici e grazie agli studi di biografi e studiosi.

Cliccate sopra ogni nome e scoprite i saggi dedicati ai grandi protagonisti della letteratura.

La rentrée littéraire di un libraio digitale

Molti giornali francesi hanno recentemente pubblicato delle ricerche dedicate al lavoro dei librai durante quel particolare periodo dell’anno definito rentrée littéraire. 

La rentrée littéraire inizia a fine agosto e dura, più o meno, fino a novembre. Per le librerie è una specie di primavera: in questo trimestre cresce il numero di volumi pubblicati,  fioriscono alcune delle novità editoriali tra le più attese dell’anno e mettono radici i best seller che a Natale saranno ancora nelle classifiche dei libri più venduti.

Nessuno pero’, ripeto, nessuno ha dedicato un articolo alla rentrée littéraire delle librerie digitali. Sembrerebbe che, in un mondo che cambia rapidamente, non sia considerato interessante pubblicare un approfondimento su questi nuovi librai che provano a trasformare quotidianamente questa meravigliosa professione con passione e senza dare nulla per scontato.

Niente scatoloni da disimballare, insomma, ma integrazioni di dati provenienti da vari distributori. Ogni mattina il libraio verifica che questo flusso di informazioni venga correttamente recepito. Se si incontra qualche problema, ad esempio l’aggiornamento del prezzo di un libro in occasione di una promozione, il libraio trasmette l’informazione al tecnico informatico che individua l’anomalia e cerca di correggerla rapidamente. Questa collaborazione tra colleghi è essenziale, poiché da un lato gli editori vigilano attentamente sulla corretta presentazione delle informazioni, dall’altro ci sono i clienti che attendono le novità e le promozioni.

Una libreria digitale non si ferma mai. Gli acquisti vengono effettuati ad ogni ora e in tutto il mondo: ormai lo sapete che Feedbooks è una libreria multilingue! La prima attività del mattino del libraio è occuparsi dell’assistenza ai clienti. Poi, può iniziare a catalogare, o ricatalogare, i libri affinché si visualizzino nelle corrette categorie. Un catalogo ben indicizzato è fondamentale, soprattutto nell’epoca del digitale, in cui è semplice diventare editori di sé stessi. Questo lavoro non è così elettrizzante quanto aprire uno scatolone di libri ma permette al libraio di conoscere il catalogo alla perfezione.

Il libraio digitale legge…e per la rentrée gli capita non solo di leggere ebook ma anche libri cartacei, a seconda di come gli editori organizzano l’invio delle copie staffetta e  dei materiali. Il libraio di Feedbooks comunica con gli editori, si mette in relazione con gli altri suoi colleghi librai, legge gli articoli della stampa e segue la blogosfera letteraria. Spesso il libraio digitale ha l’impressione di essere il primo a sapere qualcosa a riguardo di un libro ma in realtà effettua le sue selezioni in base alle opinioni dei lettori (grazie alle recensioni) e preferisce diffondere le parole degli scrittori (grazie alle interviste) piuttosto che la sua. Sa che ormai la conoscenza va condivisa e che molto spesso il lettore è meglio informato di lui. Il suo lavoro è organizzare questo sapere al fine di svilupparne la portata.

Se la rentrée littéraire italiana vi incuriosisce non dovete fare altro che guardare la nostra selezione delle novità.

Una gita in pianura con Alex Corlazzoli

Oggi abbiamo fatto un esperimento, abbiamo preso una scatola di nebbia e ci abbiamo messo dentro tutto ciò che si vede quando si fa una gita in pianura, la stessa in cui ci conduce Alex Corlazzoli, insieme ai suoi alunni delle elementari.

La nebbia fa da padrona in queste pagine: attutisce i rumori della vita contadina, o meglio, di ciò che ne rimane, si insinua nei cappotti indossati in occasione delle feste religiose, fa da contorno alle pietanze tradizionali della pianura padana.

È un viaggio alla scoperta, ma non sarebbe scorretto dire riscoperta, di un mondo in via d’estinzione, poco conosciuto, ma che lo scrittore ci svela attraverso gli occhi dei bambini di Offanengo.

Poco importa se questi occhi siano a mandorla o che brillino su un viso dalla pelle scura…

 

 

Questo è l’incipit della gita che si fa leggendo le pagine di Gita in pianura. Una classe a spasso per la Bassa, edito da Laterza nella collana Contromano; ne riparleremo presto con Alex Corlazzoli grazie a una intervista che non tarderemo a pubblicare.
 
Gita in pianura
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Pordenonelegge 2014: intervista al direttore della Fondazione

A una settimana dall’inizio della manifestazione letteraria che a settembre anima le strade e le piazze di Pordenone, vi presentiamo questa festa del libro attraverso le parole di Michela Zin, direttore della Fondazione che organizza pordenonelegge.

 

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Qual è la particolarità che rende pordenonelegge diverso dalle altre manifestazioni letterarie italiane?

Personalmente credo che sia quel giusto mix tra il festival letterario e la festa. Mi spiego meglio, il profilo culturale di pordenonelegge è di altissimo livello, lo dimostra la qualità degli ospiti di richiamo internazionale. A corollario vi sono però, anche tanti momenti dedicati per esempio alle scuole e al mondo dei giovani in generale, incontri in locali e negozi, dialoghi nelle piazze… Ecco, tutto questo arricchisce una proposta culturale preziosa, del giusto clima di convivialitá e festa che consente a chiunque di trovarsi al bar a bere un caffè a fianco al proprio autore preferito.

Pordenonelegge è un festival dedicato alla letteratura nato nel 2000 che negli anni ha avuto uno straordinario sviluppo: sono aumentate le giornate e il numero di partecipanti. Cos’è cambiato in particolare nel corso di tutti questi anni?

Va detto che la direzione artistica delle prime due edizioni era affidata a uno studio non del territorio. Dal 2002 invece pordenonelegge é stato messo nelle mani di Gian Mario Villalta affiancato da un gruppo di curatori. La squadra ora é composta da Villalta appunto e da Alberto Garlini e Valentina Gasparet. Dopo solo tre anni dal loro ingresso si sono cominciati a vedere i primi risultati in termini di qualità degli ospiti,presenze di pubblico, riscontri sulla stampa. Ed è stato sempre un crescendo.

Come si svolge l’attività dello staff e dell’organizzazione durante il resto dell’anno?

Da novembre 2013 è nata la Fondazione Pordenonelegge.it. Io e altre due colleghe che lavoravano con me nell’Azienda Speciale della Camera di Commercio e che da sempre seguivamo la segreteria del festival, siamo entrate nella nuova organizzazione. In questo primo anno di vita, posso dire che non ci è mancato il lavoro. Abbiamo, infatti, puntato a essere una sorta di agenzia culturale prestando la nostra professionalità a eventi come per esempio il Premio Hemingway di Lignano. E poi corsi di scrittura creativa, eventi dedicati ai bambini o incontri a tema, un censimento sui poeti under 40, alcuni libri di poesia come casa editrice… insomma non male per non avere ancora un anno di vita. Il tutto, ovviamente, sempre grazie alla preziosa collaborazione del comitato artistico guidato da Villalta.

E’ sufficiente consultare la programmazione di Pordenonelegge per vedere che vi sono molte attività e incontri rivolti alle scuole. Come valuta la loro partecipazione? Si riesce a creare un reale avvicinamento dei più piccoli alla lettura?

La partecipazione delle scuole è eccezionale. E c’è da dire che il nostro festival si svolge sempre nelle prime giornate di inizio dell’anno scolastico e quindi questo non ci aiuta moltonella programmazione. Gli incontri proposti sono comunque di così alto profilo che appena è possibile prenotarli vanno quasi sempre esauriti. E quest’anno fa piacere vi siano molte scuole provenienti anche da piuttosto lontano.

Per quanto riguarda l’avvicinamento c’è eccome. Moltissimi dei nostri “angeli” (i volontari che ci aiutano nell’organizzazione del festival) ci raccontano di essersi avvicinati da piccoli a pordenonelegge portati dai loro genitori o dagli insegnanti.

Qual è il ruolo dei social network all’interno di un evento della portata di pordenonelegge?

Solo lo scorso anno abbiamo lavorato per essere più presenti nei social nonostante il nostro nome avesse quel .it finale che ci dà una indubbia attenzione all’ambito tecnologico. Diciamo che abbiamo sempre preferito occuparci prioritariamente del festival vero e proprio. Non potendo prescindere, però, dall’importanza di questo modo di comunicare, per l’edizione ci siamo ben attrezzati e siamo pronti a twittare e postare anche con l’aiuto di una squadra di persone che ci affiancherà per l’occasione. Per chi ci legge, mi raccomodando #pnlegge2014 o #pordenonelegge così tutti vi leggeranno nel nostro social wall.

Cosa significa per lei dirigere una Fondazione che propone un festival letterario di respiro internazionale?

È una soddisfazione grandissima. Dico sempre che sono molto orgogliosa del ruolo che mi è stato proposto. Ho visto pordenonelegge nascere e crescere ma solo da 2013 ho un ruolo che prevede anche compiti istituzionali e amministrativi. Uno stimolo in più, per fare ancora meglio il mio lavoro.

Quali sono gli appuntamenti a cui non mancherà di partecipare durante l’edizione che sta per iniziare?

Vuole la verità? Io non vedo mai un incontro dall’inizio alla fine, purtroppo. Anzi molto spesso entro ed esco dagli incontri solo per verificare che tutto stia andando per il verso giusto. E questa è la cosa che mi spiace di più perché qualche incontro ci terrei anche io a seguirlo. Ma va bene così.

Vi è uno scrittore, o una scrittrice, il cui incontro l’ha particolarmente colpita?

Tantissimi. Per non fare torto a nessuno vado alla primissima edizione ricordando Enzo Biagi. Mi sembrava impossibile passeggiare con lui lungo il corso per raggiungere piazza San Marco dove teneva il suo incontro e vederlo commosso quando gli facemmo trovare una grande torta per i suoi 80 anni.

Vi sono già idee per un ulteriore sviluppo futuro di questa manifestazione?

La neonata Fondazione deve rendersi sempre più autonoma dai finanziamenti pubblici. È un obiettivo che ci siamo dati entro i prossimi tre anni e su questo stiamo già lavorando. E per quanto riguarda le idee sul festival ma anche su altre iniziative nel corso dell’anno di certo non ci mancano. Un po’ alla volta le faremo conoscere. Intanto pensiamo a fare una grande XV edizione di pordenonelegge.

Con quali tre aggettivi vorrebbe che i partecipanti definissero la loro esperienza a pordenonelegge?

Vorrei che per loro partecipare a pordenonelegge fosse un’esperienza formativa perché apre la mente, stimola il confronto e fa riflettere. Che fosse totalizzante perché partecipando a un evento culturale si vive anche una città, la sua gente, le sue tradizioni. E vorrei che fosse gioiosa perché in questi momenti molto difficili per tutti un momento di festa può aiutare a guardare con maggiore serenità e fiducia al futuro.

Polizieschi, mistery e noir: quali sono i vostri autori italiani preferiti?

Perché abbiamo scelto questo genere letterario è semplice: è indubbiamente quello preferito dai nostri lettori e clienti!

Esaminando il catalogo e basandoci sulla nostra esperienza di librai, abbiamo selezionato gli scrittori e le scrittrici italiane di gialli, mistery e noir che hanno avuto più successo nelle nostre vetrine virtuali.

Ora desideriamo sapere quale tra questi autori trionferà definitivamente su tutti gli altri: a voi l’ardua sentenza!

Polizieschi e mistery e noir: quali sono i vostri autori italiani preferiti? (Potete dare al massimo quattro risposte)

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Infiniti percorsi di lettura

Chi conosce il catalogo della libreria sa quanti percorsi di lettura si possano ottenere attraverso le ricerche incrociate tra le varie categorie in cui sono classificati i libri, gli autori che li hanno scritti e attraverso numerosi criteri di ricerca. Oggi cogliamo l’occasione di riassumere in questo post alcuni delle tematiche più recenti trattate negli ultimi mesi, riconducendovi ai post originali nel caso non abbiate avuto modo di leggerli.

Su tratta di un modo originale di esplorare il catalogo, considerando una tematica comune a una serie di libri, un preciso genere di appartenenza o, semplicemente, libri adatti ad una specifica ricorrenza.

Cliccando sulle seguenti sei figure sarà possibile accedere ai corrispettivi approfondimenti.

Tour Eiffel

All’ombra della Tour Eiffel

Bici

I libri per accompagnare il Giro d’Italia

Nei meandri del catalogo: la chick lit

La chick lit

Quando la natura chiama

Quando la natura chiama….

Musica

Musica.

Storie del mare

Salpate a bordo di un libro

 

Parigi, Londra, Roma e Madrid: quattro percorsi letterari in lingua originale

Parigi, Londra, Roma e Madrid: quattro capitali da scoprire grazie ad altrettante geolocalizzazioni di alcuni classici della letteratura.

Feedbooks è una libreria francese multilingue che propone un catalogo dedicato alle opere di pubblico dominio in cinque lingue ed è per questo motivo che tutti i libri qui segnalati li trovate in lingua originale.

Ogni icona segnala l’estratto di un romanzo geolocalizzato e vi indirizza al libro, grazie ad un link specifico. Ognuno di questi classici è disponibile in download gratuito in tre formati diversi: EPUB, PDF e per Kindle.

Non ci resta che augurarvi buone passeggiate!

Paris littéraire

Paris littéraire

Discover our map of literary London

Discover our map of literary London

Roma: otto percorsi letterari

Roma: otto percorsi letterari

Paseando por el centro de Madrid

Paseando por el centro de Madrid

Il resoconto della settimana – 29 agosto

Stiamo scaldando i motori in vista della prossima settimana: lunedì 1 settembre sarà la data ideale per iniziare a vivere anche noi la cosiddetta rentrée littéraire!

Anche questa settimana quindi vi conduciamo alla scoperta del catalogo, vi presentiamo alcuni percorsi di lettura e finalmente c’è di nuovo un bell’incontro con un autore: questa volta parliamo con Stefano Tummolini del suo Un’estate fa.

 

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La vita e le esperienze di Tullio Suzzara Verdi, medico italiano, emigrato negli Stati Uniti a metà ‘800. L’emigrazione e l’immigrazione sono fenomeni particolarmente interessanti all’interno delle scienze sociali, ed ecco perché all’interno della libreria vi è una categoria dedicata esclusivamente a loro.

 

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Se poi amate tutti gli animali, nulla vi vieta di dedicarvi agli animali da compagnia!

 

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Mesi prima, quando avevo scritto la recensione dell’epistolario di Julio Cortázar per l’Unità, mi ero divertito ad annotare i vari indirizzi parigini in cui aveva vissuto lo scrittore argentino. Da quelle lettere potevo ripercorrere tutti i suoi spostamenti, e spesso, in occasione dei traslochi, non mancava di descrivere agli amici com’era fatta la sua nuova casa: quanto era grande, a che piano si trovava, la distanza dalla metropolitana, se la via era trafficata e rumorosa. io guardavo le foto di quelle strade su Google Earth e mi immaginavo lo stesso posto in bianco e nero, mezzo secolo prima, e lui che usciva dal portone con le sue ampie falcate in cerca della Maga, la bella e misteriosa protagonista del suo capolavoro, Rayuela.

 

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Se siete soliti ad affidare le vostre scelte di lettura in base ai premi attribuiti alle opere allora c’è una lista che vi può decisamente aiutare…

 

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Scoprite all’interno dell’immagine sottostante i titoli più rappresentativi di questo genere, selezionati attraverso le recensioni e le vendite in libreria e con un occhio di riguardo alle scrittrici italiane.

 

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L’idea di scrivere un romanzo legato al film l’ha avuta Elido Fazi – che oltre ad essere l’editore di “Un’estate fa” è il produttore associato de “L’estate sta finendo”. Io ero molto affezionato ai personaggi del film – che avevo creato insieme agli altri due autori della sceneggiatura, Michele Alberico e Mattia Betti – e mi incuriosiva la possibilità di immaginare cosa ne sarebbe stato di loro una volta rientrati a Roma.

Nei meandri del catalogo: la chick lit

Esplorare il catalogo della libreria significa anche imbattersi in nuovi generi letterari e scontrarsi con le tendenze editoriali.

Oggi parliamo di chick lit e ci affidiamo alla definizione di Wikipedia per affrontare questa categoria letteraria:

Chick lit è l’espressione inglese con la quale si definisce un genere letterario emerso negli anni novanta e rappresentato da scrittrici soprattutto britanniche e statunitensi, che si rivolgono prevalentemente a un pubblico di donne giovani, single e in carriera.

Letteratura per pollastrelle, in poche parole.

La chick lit parla d’amore (ragion per cui è spesso difficile separarla dalla letteratura rosa), il suo scenario sono le grandi e frenetiche città, consacra la moda come stile di vita e non si fa problemi a discutere di sesso. Può affrontare tematiche quali il matrimonio o la carriera, così come le relazioni tra amiche o la famiglia, insomma, i problemi che affliggono da sempre il mondo femminile solo ricoperti da una patina lucida e scintillante.

Una cosa è certa: l’elemento che differenzia la chick lit dai romanzi sentimentali è la grande ironia delle protagoniste, donne combattive dotate di sufficiente intelligenza da non prendersi del tutto sul serio e spinte da una buona dose di istinto di sopravvivenza tale da affrontare la vita contemporanea con umorismo.

Scoprite all’interno dell’immagine sottostante i titoli più rappresentativi di questo genere, selezionati attraverso le recensioni e le vendite in libreria e con un occhio di riguardo alle scrittrici italiane.

 

Sergio Garufi, Cortázar e il superlativo di amare

Era il novembre 2012 quando Sergio Garufi parlava di Cortázar nei suoi contributi pubblicati sul blog specializzato in letteratura sudamericana SUR e sull’Unità. Torna ora a parlarne, o meglio, prosegue la riflessione su quest’autore nel suo prossimo libro, in uscita il 4 settembre e intitolato Il superlativo di amare.

Protagonista del romanzo è Gino, un traduttore impegnato con l’epistolario del grande scrittore argentino, in apparenza “uno dei tanti sfigati ultraquarantenni che popolano la narrativa italiana”, così come recita la quarta di copertina.

Oggi cade il centenario della nascita di Cortázar e ci sembra il giorno perfetto per presentare in anteprima Il superlativo di amare con un brano che lo riguarda, a cui presto seguirà un’intervista con l’autore.

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Mesi prima, quando avevo scritto la recensione dell’epistolario di Julio Cortázar per l’Unità, mi ero divertito ad annotare i vari indirizzi parigini in cui aveva vissuto lo scrittore argentino. Da quelle lettere potevo ripercorrere tutti i suoi spostamenti, e spesso, in occasione dei traslochi, non mancava di descrivere agli amici com’era fatta la sua nuova casa: quanto era grande, a che piano si trovava, la distanza dalla metropolitana, se la via era trafficata e rumorosa. io guardavo le foto di quelle strade su Google Earth e mi immaginavo lo stesso posto in bianco e nero, mezzo secolo prima, e lui che usciva dal portone con le sue ampie falcate in cerca della Maga, la bella e misteriosa protagonista del suo capolavoro, Rayuela. il suo primo indirizzo, appena arrivato in nave dall’Argentina con una borsa di studio, fu al 27 di boulevard Jourdan, alla Cité internationale universitaire. Allora Julio aveva trentasette anni, e forse lo stare in mezzo a tanti studenti più giovani, lui che in patria già insegnava, lo avvilì e gli fece temere di aver mancato la sua grande occasione. Da molto tempo meditava di trasferirsi a Parigi, ma aveva dovuto rimandare più volte la partenza. Nella foto di copertina del primo volume dell’epistolario, quello delle lettere scritte fra il 1937 e il ’54, Cortázar era ritratto con gli occhiali mentre osservava dalla finestra aperta la città innevata. A parte una fitta nebbia grigia, la Parigi di allora somigliava parecchio alla Roma attuale. Lui mostrava un viso imberbe ed era magrissimo, con un’aria molto seria e malinconica. All’amico Fredi scrisse di essersi portato dietro solo un disco in valigia, Stack O’Lee Blues, che gli ricordava la sua gioventù spensierata. Provai ad ascoltare quel brano su Youtube per capire cosa avesse di speciale, ma mi sembrò una nenia mortale.

Otto mesi dopo Cortázar traslocò in rue d’Alésia 91, al quinto piano di una bella palazzina moderna. Si era avvicinato leggermente al centro. Dalla lettera in cui informava l’amico Eduardo Jonquières del cambio di residenza pareva felice della sua nuova sistemazione, talmente felice che avrebbe voluto spedirgli una rosa che teneva sul tavolo in cucina e che aveva appena comprato dal fiorista all’angolo. Diceva che era di un rosso ammirevole, e che tutta la luce di quell’anonimo e grigio pomeriggio parigino sembrava essersi depositata in lei. A quel tempo Cortázar sbarcava il lunario facendo doppiaggio alla radio e traducendo. Pur essendo preoccupato per il costo dell’affitto, acquistò una vespa usata con la quale esplorava la città e affinava il suo apprendistato allo sguardo. A volte, guidando per le vie di Parigi, lo opprimeva una sensazione d’irrealtà angosciosa, e si chiedeva «che ci faccio qui?», se quella era stata la scelta giusta, ma l’arrivo di Aurora, la fidanzata che lo raggiunse dall’Argentina, fugò ogni dubbio.