Libraio digitale

Torino: in visita a casa di Culicchia

Il Salone Internazionale del Libro di Torino si è concluso da pochi giorni e qualcuno dei numerosi visitatori, forse, ha prolungato la sua visita e ora sta esplorando la città.

O forse qualche lettore che si è recato a Torino per l’evento già sogna di tornarci nuovamente.

Abbiamo pensato, allora, di andarci tutti insieme, e al seguito di una guida d’eccezione: Giuseppe Culicchia ha moltissime cose da raccontare a proposito della sua città e vi proponiamo di seguirlo tra le vie di Torino e lungo i Murazzi. Le soste nelle piole e nei caffé più celebri sono comprese!

Dopo Torino è casa mia si riparte alla volta del capoluogo piemontese con Torino è casa nostra, in libreria dalla scorsa settimana, un interessante viaggio che lo scrittore e giornalista propone a tutti, inclusi i torinesi stessi.

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A un certo punto della storia del genere umano, stando a quanto si è letto sui giornali, gran parte degli italiani non è più andata in vacanza. Era iniziata ufficialmente la crisi più grave dal 1929, e di conseguenza si era costretti a restare in città. È così che noi torinesi ci siamo ritrovati ad avere un enorme vantaggio sui nostri connazionali: Torino aveva scoperto solo di recente la sua vocazione turistica. Perciò la maggior parte degli italiani non c’era ancora mai stata, in vacanza. A cominciare da noi torinesi, che finora, per le nostre vacanze, chissà perché avevamo sempre scelto altre località. Da lì in poi, invece, optando per Torino avremmo potuto stupire innanzitutto noi stessi, ma anche i nostri amici e parenti che vivevano altrove.

Nella mappa sottostante avrete accesso alla personalissima Torino di Culicchia: cliccando sulle icone potrete leggere alcuni brevi estratti del libro che vi accompagneranno alla scoperta (o la riscoperta) di questa meravigliosa città.

#SalTo15: il Salone Internazionale del Libro di Torino su Feedbooks

Coloro che quest’anno non hanno potuto recarsi a Torino e partecipare al Salone Internazionale del Libro potranno incontrare, attraverso l’immagine sottostante, gli autori e i libri presentati durante le giornate dell’evento.

Cliccando su ognuno dei titoli avrete accesso alla scheda libro, con le eventuali recensioni e le interviste agli autori.

 
Vi segnaliamo, inoltre, una numerosa serie di promozioni fiorite a maggio.
 

Arte e letteratura, un binomio irrinunciabile

Arte e letteratura hanno un immenso potere e Letizia Triches, grazie alla sua esperienza in entrambi i campi, ce ne ha parlato in un’intervista pubblicata in occasione dell’uscita in libreria del suo libro Quel brutto delitto di Campo de’Fiori, edito da Newton Compton.

Per anni la mia passione-ossessione è stata quella di portare alla luce la trama sottesa alla creazione dell’opera d’arte. Ma nello stesso tempo sono attratta dalle storie in cui è necessario sciogliere un enigma per giungere alla verità. Non mi interessano tanto il “come” e il “dove” quanto il “perché”. Cosa si nasconde dietro ai comportamenti umani? Ho scelto di utilizzare il genere giallo come espediente per analizzare le radici del male impiantate nella nostra mente. Sono convinta che l’attività artistica possa venirci in aiuto. Arte come esorcismo del male, dunque. L’arte ha uno strano potere. Molte cose ci sembrano reali e non lo sono. Solo l’artista è in grado di descrivere la realtà mentre viene vissuta.

Triches Letizia, scrittrice © 2015 Giliola CHISTE

Triches Letizia, scrittrice © 2015 Giliola CHISTE

 

Per nostra fortuna, anche se la maggioranza della gente non ne è consapevole, esiste l’empatia dell’arte. Sarà perché viviamo in città attraversate dall’arte, ma sappiamo riconoscere istintivamente il bello. Nel nostro cervello la bellezza abita da sempre e gli artisti sanno attivare un processo di empatia con chi osserva le loro creazioni, dando vita a una comunicazione intersoggettiva molto forte. Fin dalla nascita siamo predisposti a sviluppare e cogliere la dimensione estetica. Consciamente o no, un artista se ne serve. L’arte è lo specchio che riflette il modo in cui percepiamo il mondo. Come potrebbe non resistere un interesse nei suoi confronti?

La nostra proposta è dunque un’immersione nel mondo dell’arte e della letteratura in un genere che fonde magistralmente entrambe le due espressioni artistiche: le biografie e le autobiografie di pittori e celebri artisti.

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Un ultima proposta: tempo fa avevamo già proposto un percorso di letture simile, ma si trattava di libri in cui le vere protagoniste erano le opere d’arte e non solo i loro creatori.

Cliccando sull’immagine sottostante avrete accesso al post Un libro per un dipinto.

 

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Gli autori più recensiti ad aprile

Anche alla fine di questo mese vi proponiamo, attraverso un’immagine interattiva, un riepilogo sui libri più recensiti: cliccando sui nomi degli scrittori e delle scrittrici avrete accesso diretto alla scheda del libro.

I nomi del giallo

Un buon poliziesco non sarebbe tale se non ci fosse un protagonista che con carisma e intuizione si dedica a indagare su crimini e delitti, conducendo le indagini fino allo scioglimento dei misteri.

Siamo ormai in realtà lontani dall’icona del detective irreprensibile e tutto d’un pezzo che affronta con determinazione e sangue freddo i criminali e le difficoltà che incontra nel corso della sua carriera, e la letteratura come sempre si fa specchio della realtà: anche i rappresentanti della giustizia sono esseri umani imperfetti tanto quanto i fuorilegge contro cui lottano.

Nell’immagine sottostante abbiamo riunito alcuni celebri nomi del giallo e cliccandovi sopra avrete accesso alle rispettive serie che li vedono protagonisti.

 
Nel corso delle nostre interviste abbiamo spesso avuto l’occasione di parlare di alcuni di questi protagonisti con gli scrittori che li hanno creati: scoprite attraverso le loro parole come essi siano nati dalle loro penne, la genesi di una trama in cui si annida un mistero e la filosofia alla base delle avventure di questi personaggi.

#classicidaleggere: dall’immagine al libro

Potremmo considerare questo post come un semplice giochino, ma la verità è che in fondo ha un significato molto più importante di quello che si pensi: i classici della letteratura sono tali perché sono entrati a far parte della nostra cultura e l’hanno arricchita con le loro storie e i loro personaggi.

Non sarebbe altrimenti possibile proporvi questo quiz in cui a ogni immagine corrisponde un grande libro.

Osservate le venti icone e provate a indovinare di quale libro si tratta: posizionando poi il cursore sopra di esse sarà possibile visualizzare la risposta e, cliccandovi sopra, verrete indirizzati direttamente al libro corrispondente.

Metropoli d’Asia: intervista a Andrea Berrini

Andrea Berrini ci ha gentilmente concesso questa intervista per approfondire la conoscenza della casa editrice Metropoli d’Asia.

Troverete di certo le letture che fanno per voi se siete pronti a lasciarvi affascinare dall’Oriente e ad entrare in contatto con culture millenarie e tradizioni a noi sconosciute…

Metropoli d’Asia è una casa editrice fondata da Andrea Berrini, scrittore e saggista. L’obiettivo: scoprire, tradurre e proporre a un vasto pubblico narratori contemporanei asiatici che propongono temi e scritture innovativi. Ci può spiegare com’è nata l’idea di fondare una casa editrice così particolare e come si sia sviluppata?

Durante un primo soggiorno a Bombay, seguendo un lavoro totalmente differente, mi resi conto che nelle librerie e nelle case degli amici c’erano molti romanzi assolutamente sconosciuti in Italia, e in parte anche sconosciuti solo fuori dall’India. Quando chiedevo i nomi di autori che avessero raccontato storie ambientate in quella città, mi stupivo di scoprire che Kiran Nagarkar, Cyrus Mistry o Eunice De Souza, solo per citarne alcuni, restavano impubblicati in Italia. E poi vedevo un buon numero di autori giovani, che mi sembrava potessero ben rappresentare la nuova India, nel suo passaggio a una modernità sempre più accelerato: un tema interessante allora, e che è diventato tema fondamentale per quanto riguarda tutto quel pezzo d’Asia oggi.

 Metropoli d’Asia è nata nel 2009: come si è evoluta sino ad oggi, nel suo caso, la professione di editore?

Quando decisi di provarci, e fondare una piccola casa editrice di progetto (appunto: l’Asia del Sud e dell’Est che emerge, i suoi scrittori, le sue nuove voci) cercai dei partner. Il gruppo Giunti mi propose di partire al 50%: io avrei scovato i nuovi autori, vivendo a Bombay e poi in altre metropoli asiatiche, e loro si sarebbero occupati di tutto il processo di produzione e distribuzione in Italia. Purtroppo la loro redazione narrativa era sul ciglio di una grossa trasformazione, e dopo pochi mesi ci rendemmo conto che l’accordo non funzionava. Ma intanto MdA era partita, e io mi attrezzai per proseguire in autonomia. Ora abbiamo una nostra redazione, e una rete di collaboratori, e i risultati si vedono in termini di qualità. Naturalmente questo non è un periodo facile per un piccole editore indipendente, ma noi riusciamo e stare in equilibrio.

 Come avviene la ricerca e la scelta dei titoli da pubblicare?

Da Bombay avevo visitato molti paesi nei primi tre anni: Cina, Singapore, Corea, Malesia, Indonesia, costruendomi una rete di contatti che mi consente di fare uno scouting autonomo e originale. In seguito ho vissuto a Singapore, e ora ho casa a Pechino. Sono io che scelgo direttamente i titoli da pubblicare. In genere preferisco non partecipare a fiere o attendere proposte da agenti. La ricerca si svolge su un piano molto più personale, sul filo del mio piacere nell’incontro con gli scrittori, con gli editor e i critici letterari. Gli autori che pubblico sono nella maggior parte dei casi persone con cui sento una affinità. Anch’io ho scritto e pubblicato in Italia, e questo fatto ‘scioglie’ la relazione altrimenti fredda tra editore e autore. Certo poi per l’editore sono fondamentali i rapporti di lettura: devo scegliere titoli spesso mai tradotti, e quindi devo appoggiarmi su chi conosce il malay, l’indonesiano, il cinese, il coreano, l’hindi e le lingue locali indiane, tanto per nominare alcune delle lingue che incontro.

 Dedicarsi alla letteratura asiatica presuppone un legame piuttosto forte con l’Oriente: quali sono i contatti e le collaborazioni necessari per sviluppare i progetti editoriali?

Come ho detto, sono contatti che mi sono costruito da zero. E devo ammettere che la mia conoscenza dell’Oriente era nulla, prima di questi sette anni di lunghi soggiorni sul posto. I primi anni registravo una grande facilità di incontro, anche perché l’industria internazionale del libro non era praticamente mai sbarcata in certe capitali d’oriente (penso ad esempio a Giakarta, Singapore, Kuala Lumpur). La mia presenza era una novità. Uno degli strumenti iniziali fu la nostra partecipazione a premi letterari locali (per esempio il Soji Shimada a Taiwan, il Kathulistiwa a Giakarta). Ora lo scenario è mutato, c’è una grossa attenzione per l’Asia, ma la rete di relazioni personali e di amicizie funziona ancora molto bene. Forse oggi ho più amici in Asia che in Italia!

 “È assurdo affermare che la cultura asiatica sia poco conosciuta e a malapena discussa approfonditamente dato che l’Asia possiede la maggior parte della popolazione e le più forti radici culturali del mondo”. Questo è ciò che Xiaolu Guo, autrice del romanzo La Cina sono io, ha affermato in una nostra intervista. Qual è la sua opinione a riguardo?

Certo: noi stiamo pian piano venendo a contatto con letterature che provengono da un’area abitata da tre miliardi di persone. E la relazione con questa area era sbilanciata: loro conoscono e praticano in profondità le letterature dell’occidente, ma il contrario non avviene. E’ paradossale il caso dell’Indonesia, che sarà finalmente ospite alla prossima Buchmesse: in Italia prima di Metropoli d’Asia era stato tradotto un solo titolo di Pramoedia Ananta Toer, nei primi anni ottanta. Eppure gli scrittori indonesiani conoscono nostri classici contemporanei come Calvino e Eco, o perfino autori più giovani come Paolo Giordano, tradotti dagli editori locali.

 È innegabile che, in rapporto a molte altre letterature, quella asiatica rimanga un mondo piuttosto sconosciuto. Qual è, secondo lei, l’impatto sul pubblico italiano e il suo approccio ad un catalogo come quello della sua casa editrice?

Diciamo che il livello di attenzione è in ascesa, entro un mercato come noto in contrazione. Dall’India si è letto molto, negli ultimi anni, e c’è una buona nicchia per la narrativa contemporanea coreana. La Cina purtroppo non ha ancora una narrativa contemporanea di altissimo livello, a dispetto del Premio Nobel a Mo Yan, e credo che il pubblico italiano sia in parte rimasto un po’ deluso quando si è avvicinato alla letteratura cinese. Ci sono voci nuove e più giovani che però si imporrano a breve: citerei A Yi, che noi pubblicheremo tra meno di un anno.

 Qual è stata la riflessione che l’ha portata a considerare anche il formato digitale per i libri di Metropoli d’Asia? Tutti i libri presenti all’interno del catalogo sono disponibili in ebook?

Sì, tutto anche in e-book, due tre settimane dopo l’uscita cartacea. Numeri ancora molto bassi, ma credo sia fondamentale esserci: chi legge molto, e quindi chi poi influenza amici e conoscenti con il passaparola, oggi si sta pian piano abituando al digitale.

 Quali sono i festival e gli eventi letterari imperdibili in Asia?

Jaipur in India, Ubud in Indonesia, e il Singapore Writers Festival che sta diventando sempre più completo, un’ottima rassegna asiatica. In Cina ci sono eventi, penso a Guangzhou, solo in lingua cinese, e questo è il tema del futuro, i festival saranno nelle lingue asiatiche o in inglese?

 Metropoli d’Asia ha da poco ricevuto il Premio Nazionale per la traduzione, conferito da un’apposita Commissione presieduta dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. Cosa significa per lei questo riconoscimento?

Lo dico di getto: ho fatto fatica, in questi anni. E davanti a risultati di vendita buoni, ma da piccolo editore, sentirsi dire, bravo, hai lavorato bene, fa piacere.

 Quale titolo consiglierebbe ad un lettore che volesse avvicinarsi alla letteratura asiatica?

I grandissimi autori: Amitav Gosh per l’India, Acheng per la Cina, autori che MdA non può permettersi. Tra i nostri titoli La Cina sono io di Xiaolu Guo (“un romanzo fradicio di cultura cinese” come ha scritto Simone Pieranni sul Manifesto), La ragazza del karaoke di Claire Tham da Singapore, e L’impero delle luci del coreano Kim Young ha.

 

Per approfondire:

– l’intervista a Xiaolu Guo, autrice del romanzo La Cina sono io

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– alcuni libri in cui la Cina è protagonista: cliccando sui titoli contenuti nell’immagine sottostante avrete accesso diretto alla scheda libro corrispondente.

 

Nei meandri del catalogo: i libri di cucina

Oggi esploriamo la saggistica in una delle sue sezioni più ricche e divertenti: stiamo parlando dei libri di cucina, probabilmente i manuali più utili del mondo!

Questa sezione, all’interno del nostro catalogo, è piuttosto strutturata, e contiene più di mille ebook.

Abbiamo deciso quindi di presentare tutte le categorie che le appartengono attraverso la grafica: cliccando su ognuna delle immagini sottostanti avrete accesso ai relativi ricettari.



Salpate a bordo di un libro

La maggior parte di noi ancora non ha nemmeno avuto l’occasione di partire in vacanza a Pasqua che qualcuno ha già completato organizzazione del proprio viaggio estivo.

Abbiamo selezionato una serie di libri che parlano di mare, avventurosi quanto basta per trascinare il lettore nel gorgo della narrazione e fargli quasi credere di esser già partito a bordo di un veliero verso isole caraibiche in compagnia di esperti marinai.

Alcune case editrici, purtroppo non molto conosciute, sono specializzate in storie di mare, racconti di viaggio su mari e oceani e classici della letteratura al profumo di salsedine, come ad esempio la casa editrice Il Pirata, Il Frangente e Editrice Incontri Nautici. Trovate alcune delle loro pubblicazioni anche qui, nella selezione che abbiamo approntato: speriamo che sia utile per farvi ingannare l’attesa per la partenza o che possa risultare una miniera di spunti di lettura per la vostra estate!

Expo 2015

A meno di un mese dall’inaugurazione dell’Esposizione Universale, che avrà risonanza internazionale e che si svolgerà dal primo maggio al 31 ottobre 2015 a Milano, ci sembra giusto dedicare un piccolo spazio a questo importante evento.

Attraverso l’immagine sottostante avrete accesso a una selezione di saggi, reportages e inchieste (e qualche piccola incursione nella narrativa), che approfondiscono l’argomento, presentando l’Expo 2015 da un punto di vista sociale, politico ed economico.