Torino e il Piemonte in quattro mappe letterarie

par Veronica

Torino. Elegante. Misteriosa. Golosa. La città che ha reso pazzo Nietzsche e ha inventato il tramezzino. Dove è nata la cioccolata e Salgari ha fatto seppuku. È qui che oggi si mangia una delle cucine migliori del mondo, fatta di storia e rivoluzioni, di agnolotti del plin e ostriche virtuali. È qui che ci sono alcuni tra i migliori cuochi d’Italia. Il problema è che qualcuno li sta uccidendo. Uno a uno. In modi del tutto imprevisti. Un uomo solo può salvarli: il più grande chef del mondo.

Con una quarta di copertina così invitante come potevamo trattenerci dal leggere il giallo di Luca Iaccarino? Il giornalista e critico gastronomico, che a Torino ci vive, non può che essere la miglior guida per scoprire il capoluogo piemontese. Se poi aggiungiamo qualche omicidio e un paio di bicchieri di nebbiolo, il divertimento è assicurato…

Ovviamente non vi sveleremo nulla, sta a voi indovinare chi ha intenzione di far fuori i più grandi cuochi di Torino. Noi ci siamo limitati a rintracciare sulla mappa gli indirizzi dove far fuori le loro creazioni: piatti della cucina tradizionale piemontese, in gran parte, ma anche altri manicaretti che sta a voi scoprire, zoomando e sulla cliccando sulle icone.

Eravamo già stati a Torino in compagnia di Giuseppe Culicchia, perché Torino è casa sua e ora anche un po’ nostra, dopo tutti questi giri. Dopo Torino è casa mia, Culicchia ci presenta nuovamente la città dal suo personalissimo punto di vista: «Torino, nel corso degli ultimi anni, ha davvero cambiato pelle e ha cominciato a scrollarsi di dosso gli stereotipi che un tempo saltavano fuori solo a nominarla: la’grigia città industriale’, il ‘laboratorio’, la ‘culla dell’Azionismo’ capace di coniugare la ‘cultura operaia’ con il ‘catalogo Einaudi’. Più di ogni altra città italiana, Torino ha saputo rinnovarsi facendo un triplo salto mortale carpiato, e tra un’Olimpiade e una cementificaz… pardon, una riqualificazione urbana, si è magicamente trasformata nella ‘Città della Movida’. E allora Torino è casa mia che ho scritto qualche anno fa aveva bisogno di qualcosa di più di una rinfrescata. Così mi sono detto: vale la pena riscriverlo daccapo.»

Con L’acino fuggente siamo andati un po’ più lontano, precisamente sulle strade del vino tra Monferrato, Langhe e Roero e con due accompagnatori d’eccezione, Enrico Remmert e Luca Ragagnin.

Nella nostra intervista ai due autori potete trovare un riassunto di cosa vi aspetta in questa mappa letteraria: «I lettori non ne possono più di trovare sulle riviste la solita fotina della bottiglia e poi le solite note da sommelier, di testa sa di frutti di bosco, retrogusto di bacca della foresta nera ingrifata alle castagne, tannino, palato e via annoiando. Perfino i produttori di vini – e l’abbiamo toccato con mano molte volte – non ne possono più. Allora ci siamo messi a parlare di vino raccontando le storie. E dentro c’è tutto: uomini, cultura, territorio, folclore e anche – spesso – la Storia con la esse maiuscola. Il nostro modo di lavorare sul libro, perciò, è stato prettamente sul territorio, ma con alle spalle sei anni di “teoria”, per così dire.»

Per concludere il nostro viaggio virtuale in Piemonte abbiamo geolocalizzato qualche romanzo che vi porti anche nei luoghi meno noti della regione.