Alla scoperta di Dicono di oggi con Antonella Sbrilli

par Veronica

I lettori che ci seguono su Twitter conoscono bene la nostra passione per le date letterarie: non appena ne incontriamo una corriamo ad aggiungerla in un quadernino fitto fitto di citazioni, pronta per essere condivisa al momento giusto. Questa attività non sarebbe così divertente se non fosse supportata dal magnifico progetto che Dicono di oggi sviluppa e diffonde quotidianamente e a cui tutti i lettori possono contribuire.

Abbiamo deciso di fare qualche domanda a Antonella Sbrilli, che più di vent’anni fa ebbe l’idea di raccogliere in un libro un'”antologia critica del tempo immaginario“, il punto di partenza di un progetto che ormai conta migliaia di partecipanti sui social network e che vi invitiamo, ovviamente, a seguire.

 

 

«Dicono di oggi è un progetto editoriale basato su un vasto database di citazioni letterarie che parlano dei 366 giorni dellanno: romanzi, racconti, poesie (ma anche opere darte, film, canzoni) che si svolgono in un giorno dichiarato o fanno riferimento a una data, dal primo gennaio [].». Ci può raccontare l’evoluzione del progetto dal 2013 sino ad oggi?

Esattamente cinque anni fa, nel gennaio del 2013, ha avuto inizio la pubblicazione di Dicono di oggi, un blog che è la piattaforma di appoggio e di lancio in rete del database di citazioni letterarie collegate ciascuna a un giorno dell’anno. La citazione principale, quella che parla del giorno in corso, cambia alla mezzanotte, secondo il progetto grafico e web di Paolo De Gasperis; la gestione corrente del blog è la mia, con contributi di lettori e lettrici che segnalano nuove citazioni o propongono curiosità sui temi del tempo e della sua rappresentazione.
Dal 2013, Dicono di oggi si è affacciato anche in radio e in televisione, con la lettura quotidiana della citazione su Radiorock e su DeeJay Tv. Ha partecipato a un’edizione del Maggio dei Libri, coinvolgendo i lettori e le lettrici di alcune biblioteche romane a segnalare l’incontro con giorni e date nelle loro letture. Ha partecipato per due volte alle finali del Macchianera Internet Awards. Dal gennaio 2018, i brani di alcuni giorni sono pubblicati anche in lingua originale.

Il progetto nasce in seguito alla pubblicazione di un suo libro, pubblicato da Giunti editore nel 1994, dal titolo Il gioco dei giorni narrati: come nacque l’idea di un’antologia letteraria legata alle date e quello che Umberto Eco, nella sua recensione al libro, ha definito «passione per il tempo»?

Il progetto Dicono di oggi inizia in effetti più di venti anni fa con un altro nome – Il gioco dei giorni narrati – un’antologia che allestii allora, senza alcun aiuto informatico, attraverso la lettura di classici della letteratura mondiale.
Fu un lavoro artigianale, originato dal desiderio di avere a disposizione un calendario letterario che riportasse – per tutti i giorni di un anno virtuale – la storia che era stata immaginata per quel giorno da qualche scrittore. L’idea arrivò inaspettata, leggendo una delle lezioni di letteratura di Vladimir Nabokov; appena cominciata la ricerca, mi resi conto che alcuni giorni ricorrono con più frequenza di altri, ma che non c’è data che non abbia ospitato una storia.
Pubblicato da Giunti nel 1994, il Gioco dei giorni narrati ebbe l’onore di una recensione di Umberto Eco, una “Bustina di Minerva” sull’Espresso, che ne colse la bizzarria e il taglio catalogatorio. Per me – ma non solo – il catalogo dei giorni appoggiati alla griglia del calendario ha anche valore e funzione di sistema di memoria. 

Alla fine degli anni Novanta, la raccolta è diventata un database elettronico sviluppato in Access da Carlo Costantini: un lavoro che ha dato una struttura informatizzata al catalogo, rendendolo accessibile ad altri riversamenti e utilizzi.

Diconodioggi si è presto aperto ai social networks attraverso un account su Twitter e si è dotato solo successivamente di un blog e di una pagina Facebook. Come mai questa scelta?

L’arrivo di Dicono di oggi sui social si deve alla collaborazione – alla fine del 2012 –  con Daniela Collu, in arte Stazzitta, ora conduttrice e autrice radiofonica e televisiva. Competentissima di e su Twitter, Collu è la corresponsabile dell’apertura dell’account e del suo lancio.

E mentre cominciava a consolidarsi la presenza di Dicono di oggi su Twitter, veniva pubblicato il blog e aperta anche la pagina Facebook. Twitter rimane però il canale social dove si svolgono le interazioni più significative, perché consente di pubblicare le citazioni in tempo-reale, non solo alla data ma anche all’ora narrata, dando a chi le incontra nella sua timeline un’impressione tangibile di ri-accadimento.

Da alcuni mesi, infine, Dicono di oggi è anche su Instagram, con immagini e storie legate ad altri aspetti del tempo, plastici, visuali, performativi. La rappresentazione artistica del tempo è infatti un’altra dorsale del progetto, che si sviluppa nella sezione del sito chiamata Dicono del Tempo e che ha trovato una sua uscita pubblica nella mostra – che ho ideato e co-curato con Grazia Tolomeo – svoltasi al Museo Macro di Roma nel 2016, Dalloggi al domani. 24 ore nellarte contemporanea.

Sul blog (nella sezione Trova il tempo) è possibile consultare una lista dei partecipanti più assidui (ci siamo anche noi!), ma i «lettori-giocatori» sono chiaramente più numerosi di quelli citati. È possibile descrivere a grandi linee le caratteristiche dei partecipanti e l’impegno di questi lettori?

Questo è uno degli aspetti più gratificanti del progetto Dicono di oggi: l’appoggio quotidiano di molti lettori e lettrici qualificati che condividono una stessa sensibilità per le descrizioni del tempo e la esprimono attraverso le loro letture peculiari.

Con alcuni e alcune di loro c’è stato modo anche di conoscersi personalmente e sono nate amicizie e collaborazioni. Sono persone coinvolte in lavori editoriali e formativi, redattori, traduttori, insegnanti, come ha detto lei nella domanda sono “lettori-giocatori” che sentono la partecipazione a un’impresa come parte dell’esperienza della lettura.

Non voglio fare qui un elenco dei loro nomi, ma mi fa piacere ringraziare tutti, compresa Feedbooks, che contribuisce con puntualità e varietà.

Ognuno apre una zona nuova, un settore narrativo diverso, in questa sala di lettura universale in tempo reale che si riversa sui social in modo spontaneo.

Perché ritrovare una data in un libro e avere la possibilità di associarla a un giorno preciso è emozionante?

L’attenzione alle indicazioni di tempo (i crononimi) è un aspetto molto particolare della lettura, a cui non tutti necessariamente sono sensibili. Ma per chi lo è, sicuramente è un’emozione accorgersi che la data sotto gli occhi corrisponde a un giorno vissuto nella doppia tessitura della finzione e della realtà. Da questo dettaglio laterale, possono emergere memorie e riflessioni consistenti sul movimento ciclico e lineare del tempo, sulla permanenza e sulle variazioni, sulla ripetizione.

Se posso fare un esempio, i tre giorni di ottobre scelti da Georges Perec nel 1974 per osservare “un luogo parigino”, e descriverlo nei suoi avvenimenti più minuti, nel 2013 cadevano proprio negli stessi giorni della settimana: venerdì 18, sabato19, domenica 20 ottobre.

Con i lettori e le lettrici di Dicono di oggi abbiamo giocato a #comePerec, replicando dopo quasi 40 anni la stessa situazione, nella cornice temporale di un venerdì, sabato e domenica di ottobre. Sono stati numerosi a partecipare a questa “contrainte  calendariale: immaginare i tre giorni di Perec in una bolla di tempo, che si sposta con il pianeta, seguendo le regole periodiche del calendario; vedere la bolla fermarsi al 2013 e rianimarsi, rimettersi in azione; osservare l’andamento ricorsivo e variabile del tempo atmosferico e il comportamento degli abitanti di un luogo in un fine settimana d’autunno”.

Diconodioggi+, mappa letteraria gestita da Massimo Conte, si spinge oltre la frontiera del tempo poiché associa una citazione cronologica ad un luogo preciso. Cosa cambia nella percezione del lettore il fatto di poter geolocalizzare  un momento letterario?

Massimo Conte è un esperto di visualizzazione dei dati, con una passione per la letteratura: la sua proposta di creare una mappa geografica dei giorni è un apporto generoso al progetto, che aggiunge la coordinata spaziale a quella temporale: una porta fisica all’accesso, più  astratto e diversamente visualizzabile, offerto dalla griglia del calendario.

Ragionando con lui durante la realizzazione della mappa, è sorto il problema dei luoghi inesistenti, inventati, contigui a quelli reali, così come esistono anche nel database dei giorni impossibili (37 ottobre, 32 luglio…): vedremo come rappresentare le distopie, sincronizzandole con giorni embricati nel tempo convenzionale.

Sul blog il suo nome è associato all’ISST (International Society for the Study of Time). In cosa consiste questa organizzazione internazionale?

L’International Society for the Study of Time (ISST)  è il frutto di un’idea visionaria e lungimirante di Julius T. Fraser, scienziato e umanista statunitense di origine ungherese (autore, fra l’altro del libro Il Tempo. Una presenza sconosciuta, Feltrinelli), che l’ha fondata nel 1966.

Si tratta di un’associazione multidisciplinare, indipendente da accademie e istituzioni, a cui può chiedere di iscriversi chi abbia interesse comprovato per la ricerca sul tempo.

L’ISST organizza un incontro ogni tre anni: l’ultimo, durante il quale ho presentato la mostra Dalloggi al domani e il blog Dicono di oggi, si è tenuto nel 2016 a Edimburgo, col titolo Times urgency. Il prossimo si terrà a Los Angeles nel 2019 sul tema Time in Variance.

Diconodioggi si è evoluto attraverso l’editoria, i social networks, la radio e avrebbe dovuto approdare anche in televisone, precisamente su Videomusic, emittente televisiva italiana che ebbe la durata di poco più di un decennio e destinata ad un pubblico giovane. La televisione e la letteratura, in Italia, continuano a rimanere due mondi lontani e apparentemente inconciliabili. In una nostra intervista a Bruno Gambarotta, che di televisione se ne intende, avevamo posto una domanda in merito a questo problema e la sua risposta era stata la seguente: «I libri in televisione non dovrebbero vivere in un ghetto dorato ma circolare liberamente dentro tutti gli altri programmi. In ogni ambiente gli scenografi dovrebbero essere obbligati a inserire almeno uno scaffale di libri. In ogni intervista a un personaggio il giornalista deve essere obbligato a chiedere al suo ospite: che libro sta leggendo in questo momento?». Lei cosa ne pensa?

Bruno Gambarotta ha ragione, i libri – e tutto ciò in cui si stanno trasformando – sono moltiplicatori di realtà in grado di creare vortici sulla superficie compatta del senso condiviso.

Quali sono gli altri progetti di promozione della lettura, legati o meno ai social networks, che desidera consigliare ai lettori?

A Roma, dove vivo, molte biblioteche di zona funzionano come luoghi di promozione della lettura, così come molte librerie “che resistono”.

Fra le iniziative che conosco, posso citare il gruppo di lettura Monteverdelegge che si incontra al Centro diurno Giovagnoli del Dsm Asl Roma D (via Colautti 30) e che ha attivato anche una biblioteca gratuita, Plautilla.

Sui social network, ha un grande riscontro l’account Twitter Casa Lettori di Maria Anna Patti, che riverbera anche molte altre iniziative di lettura condivisa, con cadenza quotidiana.

Una pratica – questa di leggere e commentare insieme un testo – di cui è stato pioniere l’account TwLetteratura di Paolo Costa, Edoardo Montenegro e Pierluigi Vaccaneo, che ha poi sviluppato anche app di “social reading” per comunità scolastiche.

Non possiamo esimerci dal domandare ad un’esperta di tempo e letteratura quali siano le sue date preferite! Ce ne può elencare qualcuna?

Le mie date preferite sono collegate sia a giorni privati – ricorrenze che si rispecchiano in qualche storia narrata – sia a sorprese interne alle storie stesse.
Durante la ricerca, ho notato infatti che in molti casi interessanti la data di nascita degli autori è un perno della narrazione: accade con Borges (24 agosto), Garcia Marquez (6 marzo), Uhlman (19 gennaio), e con J. K. Rowling, nata come il suo Harry Potter il 31 di luglio.
Senza dimenticare un artista come Alighiero Boetti che ha elaborato la sua data di nascita – il 16 dicembre – proiettandola nel futuro, ricamandola e giocando in tanti modi creativi con il numero sedici. Una data sorprendente è il 15 giugno: compare nel Mondo di Sofia di Jostein Gaarder, come giorno in cui le due ragazze Sofia e Hilde compiono 15 anni. Ed è anche il giorno in cui la figlia di Leopold e Molly Bloom (nell’Ulisse di Joyce) compie la stessa età: “Quindici anni ieri. Strano, anche il quindici del mese”.
Coincidenze, ripetizioni, ritorni che – come nella vita “vera” – possono passare inosservati, ma intanto scrivono l’andamento del tempo che passa.