Affidatevi al libraio: il catalogo in inglese

par Veronica

Dopo la nostra chiacchierata con Pilar Martínez, responsabile del catalogo spagnolo di Feedbooks, oggi vi portiamo a spasso attraverso il catalogo in inglese grazie a Lara Touitou.

Ecco le sue risposte alle nostre dieci domande. Non esitate a farvi ispirare!

Il libro che stai leggendo:

Cerco sempre di leggere narrativa e saggistica contemporaneamente. Per quanto riguarda la narrativa, sto leggendo Unless di Carol Shields, dopo aver adorato il suo libro Larry’s Party. Ho la triste impressione che sia un’autrice un po’ sconosciuta, o perlomeno che la gente la legga meno di una volta, anche se io credo che i suoi romanzi posseggano tutte le qualità letterarie di una Alice Munro o di una Margaret Atwood e che trattino l’esperienza umana con la giusta dose di precisione. Per quanto riguarda la saggistica, ho appena iniziato This Close to Happy: A Reckoning With Depression di Daphne Merkin. Ho letto un certo numero di opere autobiografiche di donne affette da depressione e ciò che mi colpisce ogni volta, e che anche Daphne Merkin evoca, sono gli sforzi decuplicati necessari quando si è donna, e a maggior ragione in quanto artiste, per essere prese in considerazione tanto quanto un uomo quando si ammette di soffrire di malattia mentale, affinché non si riduca ad essere solo uno dei tratti di personalità che definisce l’individuo.

Scrittore preferito:

Un autore preferito è l’autore di cui abbiamo letto più opere? Goodreads mi informa che Paul Auster è l’autore più letto nella mia biblioteca, pertanto non smetto di terminare i suoi romanzi con un sentimento di frustrazione. Dopo anni trascorsi a sentire di tutto in merito ho deciso di attaccarmi, ben tardi rispetto alla sua popolarità, al famoso scrittore con la bandana: David Foster Wallace. Dopo essermi un po’ persa nelle sue tetre Brief Interviews mi sono rivolta, con speranza, ai suoi saggi: raramente ho riso a squarciagola così come durante la lettura di Consider the Lobster e, soprattutto, A Supposedly Fun Thing I’ll Never Do Again. Argomenti di cui mi ha fatto cambiare opinione : John McCain, le fiere del Midwest, la consumazione delle aragoste e, fra gli altri, John Updike.

Un libro per le tue vacanze:

Sono ben cosciente che le riviste, e forse anche l’opinione popolare, vogliano che si leggano dei romanzi «leggeri» durante le vacanze, ma perché non approfittare giustamente del ritmo più tranquillo per dedicarsi a un Dostoevskij o a un Proust? In attesa di attaccare tutta la Recherche fra un tuffo e l’altro io provo a far scivolare The Seven Good Years di Etgar Keret in tutte le valigie dei miei amici. Racconta i sette anni che separano la nascita di suo figlio dalla morte di suo padre ed è strano, struggente e toccante senza essere lacrimevole.

Un libro che hai odiato:

Ce ne vuole per farmi detestare un libro. Se la lettura non decolla generalmente dò la colpa a una mia cattiva disposizione o alla mancanza di concentrazione. Ma per Imperial Bedrooms di Bret Easton Ellis non si trattava né dell’una dell’altra. Avevo l’impressione che l’autore avesse scritto con l’inchiostro invisibile, fra le righe «non avevo alcuna voglia di scrivere questo libro, lo faccio giusto per i soldi, ora lasciatemi in pace». Non molto gradevole.

I migliori libri del 2017 (per il momento):

Too Much and Not the Mood di Durga Chew-Bose, una raccolta di saggi sia personali che critici sull’identità, la famiglia, la letteratura e molti altri argomenti. Fa venir voglia di invitare la sua famiglia a cena e di guardare tutta in una volta la filmografia di Agnès Varda. Quest’estate sono andata a vedere al cinema Eraserhead, ed è più o meno con diletto che mi sono poi immersa in This Young Monster di Charlie Fox, un altro di quei libri che unisce saggi critici e riflessioni personali sulla figura del mostro, del freak, del queer, dell’outsider…Charlie Fox evoca di volta in volta Frankenstein, l’ingombrante Leigh Bowery, dona la parola all’Alice di Lewis Carroll in un testo inebriante e che potrebbe dare quasi il capogiro. E per tornare nell’ambito della narrativa, Goodbye, Vitamin di Rachel Khong è la perfetta sintesi di romanzo toccante, ingannevolmente leggero (vi si trova, fra le altre cose, la malattia d’Alzheimer), il tutto sorretto da una protagonista trentenne bisognosa di punti di riferimento in cui molti lettori possono identificarsi.

Tre classici da non perdere:

Le Rouge et le Noir e la penna incantevole di Stendhal, i racconti di Andersen, se si ha il cuore abbastanza saldo per leggere e rileggere La piccola fiammiferaia, e The Tempest di William Shakespeare, a mio avviso una delle sue più belle pièces.

Il miglior adattamento cinematografico di un libro:

Ho trascorso un buon momento di lettura con Gone Girl di Gillian Flynn, pur senza considerarlo come il miglior thriller dell’anno, ma l’adattamento di David Fincher mi ha completamente tenuta incollata allo schermo. Agghiacciante!

La tua miglior intervista:

Non penso che si tratti della mia «migliore» intervista (la qualità delle interviste non dipende in ogni caso dalle mie modeste domande) ma sicuramente della più divertente: l’intervista a Simon Rich a proposito della sua raccolta di racconti The Last Girlfriend on Earth (adattata sullo schermo con il titolo di Man Seeking Woman). Si tratta naturalmente del paragone possibile fra Adolf Hitler e delle relazioni sentimentali finite. Naturalmente.

 

Il primo libro della tua vita:

Sicuramente non è il primo ma la mia copia di Que le diable l’emporte di Eoin Colfer ha subito tante di quelle riletture che ora dovrei avere una specie di manuale d’istruzioni dettagliato su cosa dire quando si incontra Satana o Belzebù. Può essere sempre utile…

Una serie che hai adorato:

Senza alcun dubbio Harry Potter, l’unica serie che riesco a leggere e rileggere con lo stesso fervore e coinvolgimento malgrado la presenza del protagonista più insopportabile e con la faccia da sberle di tutta la storia della letteratura per i ragazzi.