Letteratura LGBT: un approfondimento. Intervista a Francesco Gnerre

par Veronica

I lettori che hanno avuto modo di esplorare il catalogo della libreria sanno che esiste un’intera sezione dedicata alla letteratura LGBT. Oggi, grazie alla disponibilità di Francesco Gnerre, esperto di letteratura e cultura gay, approfondiamo questo argomento, troppo spesso ignorato.

 

La prima domanda di questa intervista rimanda a una recente discussione svoltasi tra colleghi, relativamente alla possibilità di inserire gli ebook del nostro catalogo in un’apposita sezione LGBT. Alcuni , infatti, sostengono che attribuire una classificazione specifica presuppone a priori una discriminazione, altri pensano che una tale sezione potrebbe aiutare i lettori che desiderano essere indirizzati direttamente a opere dal contenuto LGBT.

Lei cosa ne pensa?

La discriminazione non avviene se si propone una guida alla lettura lgbt, ma se si lasciano le cose come sono. Ignorare la specificità di una cultura lgbt significa continuare una discriminazione che di fatto è sempre esistita. La cultura in cui siamo immersi presuppone che tutti siano eterosessuali e quando un ragazzo o una ragazza scopre di essere gay si sente solo al mondo. Se prima i temi lgbt non venivano esplicitati per problemi di censura e di autocensura (pensiamo ai tanti libri pubblicati postumi perché gli autori non avevano la possibilità di pubblicarli nelle società omofobe in cui operavano, da Maurice di Forster a Ernesto di Saba), ora si tende a dire che non è necessario mettere in evidenza l’argomento come se il problema non esistesse, come se essere omosessuale o eterosessuale non comportasse nessuna differenza nella legislazione, nella società, nella cultura, come se l’omosessualità fosse una caratteristica senza importanza per uno scrittore e per un lettore, come avere gli occhi neri o azzurri. Sappiamo che non è così. Non si discrimina informando, perché la realtà lgbt, in particolare in Italia, non è ancora legittimata nemmeno sul piano dei diritti ed è in buona parte una realtà clandestina. Un ragazzo o una ragazza che scopre di essere gay, non ha ancora punti di riferimento, né sociali, né culturali da fargli vivere con una certa serenità il suo orientamento. Qualora ce ne fosse bisogno, i drammatici suicidi di giovani gay, convinti di essere soli al mondo, sono lì a dimostrare questa realtà di fatto. Il paradosso è che quando si cerca di uscire dalla clandestinità e di dare strumenti che aiutino a combattere la discriminazione, si dice che ci si autodiscrimina. Io ritengo che apposite sezioni di libri lgbt dovrebbero esistere anche nelle biblioteche scolastiche, come esistono sezioni dedicate al razzismo, all’antisemitismo o, in genere, a tematiche relative all’inclusione e al rispetto di tutti. Sono convinto che i giovani lgbt si sentirebbero meno soli.

Gli ebook permettono una lettura scevra dai giudizi della gente : pensiamo al comune pendolare che, utilizzando un tablet o un e-reader, e in assenza dunque di una copertina visibile, può leggere i libri che più desidera, senza alcun timore. Pensiamo anche al loro acquisto, che si effettua in maniera del tutto autonoma.

Il formato digitale può aver dato un impulso all’acquisto di libri LGBT?

I nuovi strumenti tecnologici sono dei mezzi e se questi mezzi aiutano a diffondere una cultura, che prima circolava avvolta da un alone di clandestinità, ben vengano. Quando si diffondono nuovi mezzi di diffusione della cultura è sempre un fatto positivo e il formato digitale credo che possa aiutare molto la diffusione di libri in generale e quindi anche di libri lgbt.

Spesso anche i lettori più esperti ignorano l’esistenza di un filone letterario LGBT. Questa percezione distorta della letteratura contemporanea è da imputare unicamente al fatto che le librerie stesse non si interessano al fenomeno o c’è dell’altro?

Una cultura lgbt è sempre esistita ma è stata occultata o mistificata da forme spesso inconsapevoli di omofobia, dall’abitudine a censurare un argomento che per secoli è stato considerato tabù. Non sono solo le librerie che non sono attente a questo fenomeno. Forme di reticenze le riscontriamo anche negli scrittori e negli editori. Molti scrittori, che sono gay e che rappresentano la realtà gay, tendono a non mettere in evidenza questa caratteristica dei loro libri perché temono che le loro opere finiscano in un filone della letteratura particolare e settoriale e non nella ‘Letteratura’ con la ‘L’ maiuscola. Questo perché c’è ancora il pregiudizio, difficile da sradicare, che rappresentare ciò che succede a un uomo e a una donna appartenga alla ‘natura umana’ e ‘universale’, mentre rappresentare ciò che succede a due uomini o a due donne resti nel particolare e nel settoriale.

Questo pregiudizio caratterizza anche molti editori. Capita ancora di leggere certi risvolti o certe quarte di copertina imbarazzati e reticenti, e se il lettore non sa che l’autore di quel libro è gay e non conosce gli altri suoi libri, non capire assolutamente che ha tra le mani un libro gay. Si legga, per esempio, il risvolto di copertina di un libro come La famiglia vuota di Colm Toibin, uno dei maggiori scrittori gay contemporanei. Se un lettore non sa niente di Toibin non capisce assolutamente che ha tra le mani una raccolta di racconti gay. Il risvolto di copertina parla di potenza della prosa dello scrittore, di ‘complessità di stati d’animo’, ma non dice mai che i personaggi dei racconti sono gay. Questo perché chi ha compilato quel risvolto di copertina ha il pregiudizio che Toibin possa essere considerato uno ‘scrittore gay’ e non ‘un grande scrittore e basta’. E questjo è solo un esempio tra i tanti possibili.

Un’altra curiosità, in materia di gusti letterari LGBT, la deduciamo dalle nostre statistiche di vendite : sono molto apprezzati i cosiddetti gay romance, che calcano le orme della più pura tradizione della letteratura sentimentale. La possiamo considerare come la dimostrazione più grande che l’amore non ha genere?

La diffusione della letteratura gay, in particolare nei paesi anglosassoni, ha prodotto la nascita di sottogeneri, il giallo gay, il rosa gay, il thriller gay…..Sono libri che io non amo, ma sono molto letti e questo va benissimo. Non è detto che tutti i gay debbano leggere Proust o Virginia Voolf. I gusti sono vari e vanno rispettati. Quello che è importante e che le persone lgbt possano trovare nei libri un rispecchiamento della loro realtà, che possano leggere libri che parlino di loro. La diffusione dei cosiddetti ‘gay romance’ rientra in questa tendenza. Sì, l’amore non ha genere, ma se un lettore gay legge sempre di un uomo innamorato di una donna o di una donna innamorata di un uomo, si annoia e si sente escluso. Se invece si confronta con personaggi in cui si rispecchia, apprezza di più. L’amore non ha genere, ma la persona di cui ci si innamora sì.

L’editore di ebook LGBT che più conosce fortuna nel nostro catalogo è la Dreamspinner Press, casa editrice statunitense che si è imposta sul mercato in poco tempo, distribuendo in molte lingue i suoi libri e creando un catalogo molto vario. Esistono case editrici simili in Europa e in Italia?

Non conosco editori di ebook lgbt italiani o europei simili alla Dreamspinner Press statunitense, ma, se non ci sono ancora, penso che presto ci saranno anche da noi case editrici di questo genere.

I lettori dimenticano inconsapevolmente che la storia della letteratura è costellata di libri LGBT . Quali sono i grandi classici che hanno anticipato queste tematiche e quali sono i capolavori che in una libreria LGBT non dovrebbero per nulla al mondo mancare?

Esistono classici che hanno anticipato temi relativi all’amore tra persone dello stesso sesso. Pensiamo, per fare solo qualche esempio, ai Sonetti di Shakespeare o alle Rime di Michelangelo, ma una letteratura gay vera e propria nasce negli ultimi decenni dell’Ottocento, quando nasce il termine ‘omosessualità’, quando l’attrazione per persone dello stesso sesso viene ‘patologizzata’ e di conseguenza le persone lgbt cominciano a elaborare una cultura che parli di loro e a rivendicare la legittimità dell’amore che fino ad allora ‘non aveva osato dire il suo nome’. Poi nel Novecento è esplosa tutta una letteratura che costituisce ormai una tradizione consolidata. I libri fondamentali in questo senso sono , secondo me (e sottolineo ‘secondo me’ perché altri potrebbero fare elenchi diversi), I neoplatonici di Luigi Settembrini, Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, Il pozzo della solitudine, di Radclyffe Hall, Maurice di E.M. Forster, Ernesto di Umberto Saba, e poi ancora La statua di sale di Gore Vidal. E avvicinandoci al nostro tempo La camera di Giovanni di James Baldwin, e ancora i libri di Edmund White, di Cristopher Isherwood, di Alan Hollinghurst, di Michael Cunningam. Sto scrivendo i primi che mi vengono in mente. Per percorsi di lettura più ragionati e articolati rimando ai miei libri L’eroe negato (Baldini & Castoldi 2000) e La biblioteca ritrovata ( Rogas edizioni 2015).

Parliamo del « caso Savarese »: dopo due romanzi, Le inutili vergogne e Non passare per il sangue, entrambi editi da Edizioni e/o e molto apprezzati, Eduardo Savarese ha pubblicato Lettera di un omosessuale alla Chiesa di Roma : come è stato recepito questo libro all’interno dell’opinione pubblica  italiana (se è stato recepito)?

Conosco Eduardo Savarese, che considero un bravo scrittore, ho molto apprezzato i suoi due romanzi. Non mi pronuncio sulla Lettera di un omosessuale alla Chiesa di Roma che non è nelle mie corde. E’ un tema, quello della richiesta di essere legittimati dalla Chiesa di Roma, che non mi riguarda. Ho letto il libro, ne ho apprezzato la scrittura e la forza delle argomentazioni , ma l’ho trovato lontano dai miei interessi. Penso che sia un libro importante per i gay credenti , ma non saprei dire come è stato recepito dall’opinione pubblica italiana.

La letteratura ha svolto, sinora, qualche ruolo decisivo nella militanza per i diritti LGBT ? Vi sono opere che storicamente sono state determinanti?

Credo che la letteratura, in particolare prima dei moderni mezzi di comunicazione, abbia svolto un ruolo importante nel far conoscere, nel liberare, nel non dimenticare. Non avendo la possibilità di confrontarsi con una realtà ‘negata’ o occultata, i gay hanno trovato nei libri un rispecchiamento che non trovavano altrove. Ma anche oggi credo che la letteratura conservi un ruolo importantissimo. Un buon libro agisce in profondità, più della semplice informazione che possiamo trovare sui social network o sui giornali. Leggere un libro che parla di te, delle tue emozioni è come passare del tempo in compagnia di una persona che condivide la tua vita. E’ come non essere più soli. Perché un gay, immerso in una cultura profondamente eterosessuale, è come se fosse sempre solo e anche quello che prova è come se non fosse reale. In questo senso credo siano stati determinanti libro come Un uomo solo di Isherwood, La camera di Giovanni di Baldwin e tanti altri.

Di quale apporto avrebbe bisogno, in questo senso, il panorama letterario italiano per scuotere i lettori e, più in generale, la società?

Non spetta a me il compito di suggerire agli scrittori cosa debbono scrivere, Una cosa però si può dire: l’impegno ‘militante’ della letteratura italiana è stato molto limitato rispetto ad altre letterature. Questo per ragioni storiche e culturali che vengono da lontano. Da noi gli scrittori hanno sempre avuto paura di essere considerati ‘scrittori gay’. Non così in altri paesi dove autori come Edmund White o Michael Cunningham non hanno avuto paura di essere considerati ‘scrittori gay’ e hanno scritto opere ‘militanti’ che hanno contribuito a trasformare la società in cui vivono. Non è un caso se l’Italia è tra i pochi paesi che ancora non hanno una legislazione che regolamenti le unioni tra persone dello stesso sesso.

Letteratura gay e tutte le altre forme artistiche e culturali stanno percorrendo la stessa strada, si fanno portavoce delle stesse tematiche?

La letteratura fa parte di un sistema culturale più ampio. In altri paesi ci sono state contemporaneamente opere letterarie, cinematografiche, teatrali che hanno contribuito non poco a cambiare la mentalità e spingere il loro paese alla legittimazione dell’amore tra persone dello stesso sesso. In Italia, come è stato limitato l’apporto della letteratura, così è stato limitato l’apporto del cinema, del teatro e di altre forme artistiche. Non mancano da noi scrittori gay o registi gay che hanno cercato di portare avanti certi discorsi (penso a scrittori come Gianni Farinetti, Mario Fortunato, Alessandro Golinelli, ecc. o a registi cinematografici come Ferzan Ozpetek o Ivan Cotroneo) ma il loro apporto è stato più limitato, anche perché inseriti in un sistema sclerotizzato che non ha dato spazio alle nuove istanze. Per il cinema anzi l’apporto è stato ancora più limitato che nella letteratura e i film su temi gay e lesbici più interessanti che abbiamo visto, vengono tutti da altri paesi.

 

Gnerre

La biblioteca ritrovata. Percorsi di lettura gay nel mondo contemporaneo, Rogas, 2015.

Il libro di Francesco Gnerre, purtroppo, non è presente nel nostro catalogo, riportiamo comunque la quarta di copertina per coloro che volessero approfondire ulteriormente le tematiche affrontate nel corso di quest’intervista.

Con modalità diverse una cultura gay è sempre più diffusa, anche nei paesi dove sono ancora in vigore leggi esplicitamente omofobe e dove ancora i diritti non sono uguali per tutti. Grazie anche a Internet, ai social network, alla ridefinizione del matrimonio, alla diffusione di storie gay nella letteratura, nel cinema e nelle serie televisive, pregiudizi atavici sono in crisi ovunque e la questione gay è diventata ormai un importante parametro per valutare lo stato della democrazia e della modernità di un Paese. In Italia il tema è ancora problematico. Una ricca tradizione culturale gay esiste da sempre, ma non è riconosciuta come tale e non ha ancora un’adeguata legittimazione né nei libri di storia, né nella critica letteraria né nelle storie della letteratura. Questo libro prova a farne una prima sistemazione presentando una guida ragionata alle opere e agli autori non solo italiani, europei e angloamericani, da quelli universalmente noti ad alcuni esordienti di talento, ma prendendo in considerazione anche voci che arrivano da paesi emergenti.