Le testimonianze storiche sono macchine del tempo

por Veronica

Molti associano la Storia a spiacevoli ricordi scolastici, a date impossibili da memorizzare, a ore di lezione di fronte a professori poco coinvolgenti e, soprattutto, alle interrogazioni.

Come potete immaginare, stiamo per sostenere che la Storia non si riduce a questo!

La riflessione è nata da questo tweet, che ci trova completamente d’accordo su quella che è la questione principale di questo post, ovvero conoscere il passato per capirre non solo il presente, ma anche noi stessi.

 

Vogliamo dunque proporre la lettura di alcune testimonianze storiche che, come macchine del tempo, vi riporteranno indietro nel passato, attraverso epoche e luoghi diversi e, cosa più importante di tutte, vi permetteranno di mettervi nei panni dei loro autori attraverso le loro parole.

Il download dei libri è gratuito, quindi provare (o meglio, leggere!) non costa nulla!

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Potete trovare altri libri simili all’interno della sezione dedicata alle opere di pubblico dominio e, ovviamente, all’interno del nostro catalogo vi è un’intera categoria riservata alla Storia: più di  1700 libri divisi per epoca o argomento come

e molti altri ancora.

Un ultimo approfondimento dedicato agli irrinunciabili della narrativa: anche gli scrittori di romanzi storici devono fare i conti con testimonianze e documenti se desiderano pubblicare delle opere strutturate e verosimili, e non si deve escludere che anche la finzione possa avere un certo valore storico.

Ecco cosa hanno da dire a riguardo tre autori che di romanzi storici se ne intendono e che abbiamo recentemente intervistato:

Angela Nanetti, autrice de Il bambino di Budrio

La vicenda de Il bambino di Budrio prende le mosse da un fatto storico accaduto realmente nell’omonimo paese in provincia di Bologna e sono state alcune stampe conservate in pinacoteca a darle l’ispirazione per questo libro. Per quanto riguarda i numerosi spaccati storici e le accurate descrizioni delle scene di vita romane di quali fonti si è servita?

Fonti iconografiche, dipinti e stampe, documenti di archivio e testimonianze, l’esplorazione lunga e sistematica di Roma, a piedi, per immaginare la Roma del tempo ed entrare nello spirito dell’epoca , visita di chiese e di monumenti. Tutto questo non per ricostruire da storica una situazione, ma per immergermi da autrice nella vicenda.

Ilva Fabiani, autrice de Le lunghe notti di Anna Alrutz

A fronte del grande successo di storie d’amore tra creature soprannaturali, vicende epiche e romanzi erotici, come mai secondo lei il romanzo storico continua ad essere un genere molto apprezzato?

Sono le storie singole, individuali ad appassionarci, credo. L’ambientazione storica ci fa scoprire meglio una determinata epoca, ma la cosa più avvincente è secondo me ritrovare, per esempio, nelle vicende di un monaco benedettino del tredicesimo secolo le stesse passioni e gli stessi timori che io, lettore, avverto settecento anni dopo. Il romanzo storico in fondo ci riconcilia con un passato solo apparentemente lontano.
Detto questo, non sono sicura che il mio romanzo possa rientrare pienamente nella categoria di romanzo storico: la Storia è sì una cornice essenziale senza la quale la vita di Anna Alrutz perderebbe di senso, eppure tendo a considerarlo anche un romanzo psicologico, intimista. Ho volutamente rinunciato a un uso troppo ossessivo di particolari storici, non volevo cadere nella trappola del principiante che li dissemina qua e là per dimostrare la plausibilità della trama. In fondo si tratta di una lunga, lucida confessione nella quale conta più il ricordo delle vicende, che la vicenda stessa. Il pentimento, più che l’analisi.

Andrea Maggi, autore di Morte all’Acropoli

La scrittura di “Morte all’Acropoli” ha comportato ovviamente un lavoro di documentazione e studio incentrato sull’epoca in cui è ambientato il romanzo. Per quanto riguarda la descrizione dei luoghi, ha compiuto una ricerca in prima persona recandosi in Grecia o si è affidato ad ulteriori fonti?

Le mie visite nei luoghi del romanzo risalgono ad anni fa. Sono state essenziali per ricostruire percorsi, distanze e per… respirare l’aria di Atene. Del resto, insostituibili sono state le fonti storiche, in particolare il contributo del grande periegeta, Pausania. Devo dire che la cosa a cui tenevo di più era ricostruire la vitalità di quella città meravigliosa. A tale scopo, ho “saccheggiato” le commedie di Aristofane e di Menandro, in particolare. Ho cercato frammenti di vita quotidiana in tutte le opere possibili e immaginabili, persino nel Simposio di Platone, che tutto può sembrare fuorché uno strumento per ricostruire usi e costumi di un tempo. Invece ho trovato spunti importanti anche lì. Mi sono divertito moltissimo nello svolgere questa ricerca e spero che si divertiranno anche i lettori, nel leggere.