La letteratura tamil a Napoli: una discesa nei sotterranei partenopei

por Veronica

 

Quando abbiamo letto questo tweet di Sandra Petrignani avevamo già intrapreso da qualche giorno la lettura del questo romanzo di Alessio Arena e il messaggio non ha fatto altro che confermare le nostre impressioni: è veramente uguale a niente!

A proposito di questa definizione, nell’intervista all’autore pubblicata ieri abbiamo voluto approfondire rivolgendogli una domanda simile:

Lei invece, a distanza di qualche settimana dall’uscita in libreria, come definirebbe la sua opera?

È una domanda davvero insidiosa, devo essere sincero, perché io vorrei mantenere raccolta e distante l’idea che ho di questo libro. Quello che volevo dire di questa storia l’ho scritto. Ma i libri, a poche settimane dall’uscita e anche a distanza di anni, sono sempre embrioni spauriti, sono scritti con un inchiostro trasparente che solo chi inizierà a risignificare i suoi contenuti, chi vi si affiderà, potrà rendere visibile. I libri, insomma, li definiscono i lettori, secondo me, non chi li scrive.

Voi, cari lettori, cosa ne pensate?

Il libro comunque ci è piaciuto non poco e, ammaliati dalle atmosfere napoletane ma soprattutto dai sotterranei della città partenopea, abbiamo creato questa geolocalizzazione dei luoghi del romanzo, in una straordinaria alternanza tra sottosuolo e metropoli.

Ingrandite la mappa e cliccate sulle icone per seguire gli scrittori dell’Accademia dei sotterranei nella loro impresa…

 

Arena