E di qua, di là, eccetera…

par Veronica

Girovagare per le Langhe, il Roero e il Monferrato significa spostarsi fluidamente tra colline verdeggianti, lasciar oziare lo sguardo su scorci panoramici ed architetture medioevali e, soprattutto, viziare le papille gustative.

Luca Ragagnin ed Enrico Remmert si lanciano con “L’acino fuggente” alla (ri)scoperta delle tradizioni e dei prodotti locali di alcuni territori del Piemonte che conservano fieramente la loro tipicità, aiutati nella scelta del percorso dalle strategie di Brian Eno, delle carte che ricordano gli Imprevisti del Monopoli, nate originariamente per stimolare la mente degli artisti: un cognome dal prefisso così enologico ha senz’altro contribuito a incoraggiare le degustazioni in tenute e cantine, ma l’Arte non è certo stata messa da parte.

La narrazione, infatti, si configura come un intenso tour enogastronomico e culturale in cui trovano ampio spazio la cucina piemontese e il vino, le citazioni colte e le testimonianze d’archivio, la segnalazione di festival letterari e di feste paesane dalle caratteristiche più disparate, incorniciati da avvenimenti storici che riportano il lettore indietro nel tempo, sfumando spesso nella leggenda e nel folklore.

Vi sono Cesare Pavese e Beppe Fenoglio, vi è tutta l’essenza dell’associazione Slow Food, nata non a caso in questi luoghi, vi è la sensazione di poter trovare uno stile di vita d’altri tempi e perfino un lieve senso di colpa per non esserci ancora stati. A patto di amare il buon cibo e il vino, si capisce.

A dimostrazione di questo, e per coloro che decideranno davvero di recarsi a vedere con i loro occhi le meraviglie che i due autori hanno riversato nel loro libro, abbiamo individuato i numerosi luoghi e indirizzi utili che siamo riusciti a rintracciare attraverso la geolocalizzazione.

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